Cronaca

Augusta, assolti con formula piena il vicequestore Alongi, l’ispettore Marino e l’assistente Agliolo

AUGUSTA – Dopo una lunga camera di consiglio, protrattasi fino alle ore 21,30 di ieri, 7 giugno, il Tribunale penale di Messina ha assolto perché i fatti non sussistono i tre esponenti del Commissariato di P.S. di Augusta (che da tempo operano in altre sedi), denunciati per peculato, falso, favoreggiamento ed altro nel dicembre del 2010.

Secondo l’accusa, l’ispettore Francesco Marino e l’assistente Rosario Agliolo, anziché distruggere 33 paraurti di auto (sequestrati da una pattuglia del Commissariato dopo il ritrovamento lungo il ciglio di una strada), se ne sarebbero appropriati e li avrebbero venduti ad un carrozziere di Carlentini. Sempre secondo la procura di Siracusa, l’allora dirigente del Commissariato, dott. Pasquale Alongi, li avrebbe favoriti e coperti, rivelandogli l’esistenza dell’indagine a loro carico, scaturita dalle accuse dell’agente Carmelo Scamporlino (che, a suo dire, sarebbe pure stato minacciato dal Marino).

Il relativo processo fu trasferito, con ordinanza della Corte di cassazione, da Siracusa a Messina, a causa dei condizionamenti che avrebbe potuto subire nella sede giudiziaria aretusea. Ieri il Pm aveva chiesto la condanna di tutti e tre gli imputati e, segnatamente, tre anni e otto mesi di reclusione per Marino, tre anni e sei mesi per Agliolo e dieci mesi per Alongi. Gli imputati si sono sempre protestati innocenti, sostenendo di essere vittime di un complotto ordito ai loro danni da personaggi che erano stati inquisiti dal Commissariato di Augusta, tesi questa suffragata dalle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Fabrizio Blandino.

Dopo le arringhe del collegio di difesa costituito dagli avvocati Nello Pogliese, Isabella Altana, Sebastiano Troja, Puccio Forestiere e Silvestre Costanzo, il Tribunale ha scritto la parola fine sull’intera vicenda mediante la piena assoluzione di tutti gli imputati.

(Fonte: La Gazzetta Augustana.it)


In alto