Primo piano

Augusta, relazione Arpa inviata anche alla Procura: “Il 3 ottobre cattiva qualità dell’aria”. Ecco i dati

AUGUSTA – Ancora un evento di cattiva qualità dell’aria ad Augusta, con “notevoli picchi di idrocarburi non metanici, mercaptani e h2s”, inquinanti di chiara natura industriale, registrati dalle strumentazioni di monitoraggio fisse e mobili. È quanto accaduto il 3 ottobre scorso, e in parte anche nelle prime ore del giorno seguente, ratificato oggi da una relazione che l’Arpa ha inoltrato per conoscenza anche alla Procura della Repubblica di Siracusa.

Numerosissime segnalazioni dei cittadini avevano indotto quel giorno all’intervento degli enti di controllo. Due i campionamenti dell’aria eseguiti con il mezzo mobile del canister: il primo dalla polizia municipale di Augusta, in corso Sicilia alle 16,45; il secondo dalla stessa Arpa, mezz’ora dopo la mezzanotte in via Francesco Vita, richiesto direttamente dalla Prefettura. I due campioni d’aria sono stati analizzati con la sofisticata strumentazione Airsense, in dote ad Arpa e Libero consorzio, capace di individuare quei composti solforati che ammorbano di frequente l’aria dei comuni del quadrilatero industriale ma che, non essendo normati, sfuggono al controllo delle reti di monitoraggio fisse. L’analisi ha confermato la notevole presenza di questi composti solforati nell’aria, tutti della famiglia dei mercaptani.

Significativo pure quanto registrato dalla centralina fissa della ex Provincia, denominata “Augusta”. Qui i picchi riguardano gli idrocarburi non metanici, ben al di sopra del valore soglia dei 200 microgrammi per metro cubo indicato dalla letteratura scientifica: alle 17 la media oraria aveva toccato quota 424, con un valore istantaneo di 4513; alle 21 la media oraria era stata di 418, con un picco istantaneo di 1012; alle 22 media oraria di 1646, con un picco di 3769. Tutti dati presenti nella relazione, e perciò ritenuti dall’Arpa significativi.

L’Agenzia regionale ha concluso così la relazione: “Fermo restando che per i parametri di idrocarburi non metanici, mercaptani e h2s attualmente non esiste un limite normativo a cui riferirsi, i dati rilevati e le direzioni del vento registrate nelle ore di maggiore presenza di tali inquinanti, spiegano le numerose segnalazioni di cattiva qualità dell’aria dei cittadini, riferibili allo spostamento di masse d’aria provenienti dalla vicina zona industriale”.

(Foto generica)


In alto