Cronaca

“Banda dei bancomat”, scarcerati tre dei nove indagati

SIRACUSA – Il Tribunale della libertà di Catania ha parzialmente annullato e riformato l’ordinanza del Gip di Siracusa che il 16 gennaio scorso aveva portato all’arresto di nove persone, nell’ambito dell’operazione “Voragine”, accusate di associazione a delinquere e di una serie di furti consumati e tentati in danno di bancomat di banche e uffici postali delle province di Siracusa e Catania.

Accogliendo i ricorsi proposti dagli avvocati Puccio Forestiere, Fabiola Fuccio, Geraldo Pitruzzello e Santi Terranova, il tribunale etneo ha rimesso in libertà, con il solo obbligo di firma quotidiano presso la stazione dei carabinieri, il 23enne melillese Andrea Mendola, ha concesso gli arresti domiciliari con l’obbligo del braccialetto elettronico al 28enne melillese Antonino Montagno Bozzone, originario di Augusta, ed ha infine disposto gli arresti domiciliari per il 43enne carlentinese Agatino Aparo, l’unico dei nove a cui non era stato contestato il reato associativo.

Le complesse indagini condotte dai carabinieri di Augusta e Siracusa avevano consentito di far luce su quattro colpi messi a segno, due a Francofonte e due a Vizzini, dalla cosiddetta “banda dell’escavatore“, per l’impiego di escavatori cingolati negli assalti notturni agli obiettivi, o “banda dei bancomat“, e su di un tentativo di furto con le stesse modalità in danno dell’ufficio postale di Villasmundo, tutti perpetrati nel corso del 2016.

Secondo gli investigatori e la Procura della Repubblica di Siracusa, il bottino complessivo ammonterebbe a circa 200 mila euro.

(nella foto: il tentato furto del postamat a Villasmundo)


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