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Calcio, entra nel vivo la Coppa Italia. Storico tabù per le siciliane

È entrata nel vivo la Coppa Italia, con gli ottavi di finale che hanno avuto inizio martedì, nel modo più clamoroso possibile. La prima in classifica della Serie A costretta ai calci di rigore dalla quinta del girone B di Lega Pro. È alla fine un rigore di Nagatomo a spalancare le porte dei quarti di finale all’Inter contro uno stoico Pordenone, ad un certo punto in vantaggio nella lotteria dal dischetto e capace di chiudere sullo 0-0 i 120 minuti regolamentari.

Storie memorabili, come quella dell’Alessandria due anni fa giunta sino alle semifinali contro il Milan. Dopo aver battuto lo Spezia ai quarti, che a loro volta avevano compiuto l’impresa di eliminare ai rigori la Roma. Una competizione spesso snobbata, fino a che non si giunge ai momenti caldi, in cui si comincia a pensare alla chance di vincere un trofeo, con accesso ad un ulteriore finale rappresentata dalla Supercoppa ma soprattutto, il posto in Europa League.

C’è poi chi la sorpresa l’ha annusata fino all’ultimo, accarezzando un sogno svanito sul più bello. Non una, nemmeno due, bensì tre volte: se la Sicilia non ha mai visto un trofeo calcistico nella sua storia, è solo “colpa” del Palermo. I rosanero hanno avuto per ben tre volte la possibilità di vincere la Coppa Italia ottenendo lo straordinario risultato della finale: ma si sono sempre fermati sul più bello.

Nel 1974, contro il Bologna, il traguardo è sembrato vicinissimo: la sconfitta giunse solamente nei calci di rigore. 5 anni dopo invece contro la Juventus: anche in questo caso i siciliani riuscirono ad andare oltre i 90 minuti regolamentari, salvo perdere nei supplementari a cospetto della Vecchia Signora. L’obiettivo invece nel 2011, forse col Palermo più forte, era il più complicato da portare a termine. Di fronte c’era l’Inter appena laureatasi campione del mondo, post-triplete: la sconfitta arrivò netta già nei 90 minuti di gioco.

La storia della Coppa Italia non vede dunque alcun club siciliano sollevare al cielo la coppa e, difficilmente, le cose potranno cambiare a breve termine. Il nuovo millennio aveva consegnato alla manifestazione almeno due squadre in grado di sfatare il tabù. Il Palermo per l’appunto, o il Catania: di Zenga, Mihajlovic, Montella o Simeone. Una grande squadra capace anche di sfiorare l’Europa attraverso il campionato, ma mai capace di giungere alle fasi finali della Coppa. Così come il Messina di Zampagna, splendida realtà nel primo lustro del duemila.

La detentrice è da tre anni la stessa, per due volte ha avuto l’occasione di realizzare il triplete: la Juventus parte nuovamente favorita, ma occhio alle milanesi. Per loro la motivazione di rialzare al cielo un trofeo importante dopo 6 anni può rappresentare il miglior viatico per tornare in finale: si scontreranno però già ai quarti di finale, il 27 dicembre.


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