Politica

Canicattini Bagni, verifica schede elettorali, Marilena Miceli resta sindaco. E si riserva azioni legali

CANICATTINI BAGNI – Il sindaco di Canicattini, Marilena Miceli, eletta nella lista “Sviluppo e futuro” resta al suo posto. La verifica delle schede effettuata dalla Prefettura ieri su disposizione del Tar di Catania, a seguito del ricorso presentato dal candidato sindaco di “Insieme per cambiare”, Danilo Calabrò, ha ribadito le indicazioni sancite dalle urne lo scorso 11 giugno.

Questo il commento di Marilena Miceli:  “Chi pensava, non avendo vinto le elezioni, di affidarsi ai giudici per sovvertire il voto dei canicattinesi e la legittima elezione del sindaco di “Sviluppo e futuro”, Marilena Miceli, e degli otto consiglieri della sua maggioranza, ha fatto un evidente flop. La verifica delle schede fatta ieri in Prefettura non ha sortito le aspettative dell’opposizione che, in questi mesi, sulla stampa e sui social network, cantava vittoria montando ad arte una aspettativa che, come si vede, non ha avuto le gambe sulle quali reggersi. Il riscontro in Prefettura, infatti, non ha fatto emergere nulla, neanche parziale, in merito ai voti non assegnati a Calabrò o quelli che secondo “Insieme per cambiare”, andavano tolti a Marilena Miceli che, piuttosto, essendo stata confermata, come da sempre sostenuto da “Sviluppo e futuro”, la piena correttezza delle procedure di spoglio nelle otto sezioni elettorali e la ferma volontà della maggioranza degli elettori canicattinesi, resta sindaco della città, proseguendo il progetto politico-amministrativo iniziato dieci anni addietro con la sindacatura di Paolo Amenta”.

Ma Miceli ha anche stigmatizzato due aspetti:  “Due risultati però “Insieme per cambiare” e il suo candidato a sindaco, Danilo Calabrò, sono riusciti a raggiungere, ma in negativo, per la città e i suoi cittadini, cosa mai successa nella storia politica locale canicattinese. Uno nell’aver messo per mesi alla gogna mediatica Canicattini Bagni, lasciando immaginare che si poteva essere davanti a possibili brogli elettorali, mettendo, tra l’altro in discussione l’operato di pubblici ufficiali, in questo caso i presidenti di seggio nominati dal Tribunale, che nella nostra memoria difensiva, al contrario, hanno rilasciato dichiarazioni di veridicità delle procedure di spoglio delle schede. L’altro aspetto lo diciamo con tristezza, l’aver prodotto, nel loro ricorso, dichiarazioni false e infondate da parte dei loro rappresentanti di lista, tutti parenti di candidati, compreso il candidato a sindaco, inesistenti nei verbali dello spoglio, ma comparsi nel ricorso. Per questo, lo preannunciamo, ci riserviamo in futuro, dopo la sentenza definitiva del Tar, eventuali azioni giudiziarie”.

(foto di repertorio)


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