Osservatorio Etna

Eruzione a Stromboli

Dopo la progressiva recrudescenza dell’attività esplosiva manifestatasi nelle scorse settimane a Stromboli, dalle ore 14.30 di oggi si registra l’inizio anche dell’attività effusiva. Le immagini acquisite dalle telecamere di sorveglianza dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) evidenziano la presenza di una colata lavica che tracima dal settore settentrionale della cinta craterica sommitale del vulcano. La bocca eruttiva, situata a circa 750 m di quota sul mare, produce anche frequenti esplosioni stromboliane discretamente energetiche. La colata lavica si sta propagando in direzione Nord, espandendosi nella parte alta della Sciara del Fuoco, localmente denominata “Bastimento”.

Fenomeni di questo tipo non sono rari a Stromboli. Negli scorsi anni, ripetutamente il magma è “zampillato” copiosamente dalle bocche sommitali ed ha inondato di lava la cinta craterica. Abbastanza spesso l’attività esplosiva stromboliana ha prodotto anche il lancio in aria di frammenti incandescenti che sono ricaduti sia nella zona del “Pizzo”, il posto migliore dove effettuare osservazioni, sia sulla Sciara del Fuoco, la profonda depressione che caratterizza il fianco nord-occidentale del vulcano. In questo secondo caso, i frammenti incandescenti rotolano verso il basso come fiammeggianti palle da bowling che finiscono la loro corsa tuffandosi in mare.

Ma per trovare un’eruzione “laterale” dello Stromboli, quelle cioè che sono alimentate da fessure aperte lungo i fianchi del vulcano, dobbiamo risalire a circa dieci anni fa. Nel 2007, infatti, si è aperta una fessura eruttiva nella zona del Bastimento, a poco piu di 600 metri di quota, che ha alimentato per alcuni mesi un’effusione lavica copiosa e spettacolare. È del 2002-2003, invece, un precedente fenomeno eruttivo piuttosto violento, sfociato anche nella frana di una porzione consistente della Sciara del Fuoco, che a sua volta ha provocato un maremoto.

Attualmente, però, l’eruzione è confinata all’area craterica sommitale, sopra quota 750 metri sul mare, manifestandosi verso valle solo come semplice trabocco di lava dalla cinta craterica più elevata. L’INGV segue con attenzione da settimane il fenomeno nel suo complesso, avendone prefigurato in anticipo l’evoluzione odierna.

Immagini registrate dalle telecamere di monitoraggio dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Sezione di Catania, Osservatorio Etneo, installate a Stromboli. Nell’immagine in evidenza, a sinistra la telecamera SPT mostra una visuale dell’area craterica sommitale delle ore 17.33 ora italiana; sul margine destro è evidente il trabocco lavico in atto (l’attività eruttiva è mostrata con colori chiari tendenti al bianco). Nell’immagine a destra, la telecamera SQT mostra un’esplosione stromboliana (margine destro), mentre la colata lavica trabicca dall’area craterica. L’attività eruttiva può essere seguita in tempo quasi reale collegandosi via internet al seguente link: http://www.ct.ingv.it/it/webcam-eolie.html.

Alle ore 20.55 il trabocco lavico è cessato, mentre continua solo l’attività stromboliana.

Marco Neri*

*Primo Ricercatore, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – Sezione di Catania, Osservatorio Etneo


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