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Floridia, conferenza del prof. Cappuccio sul “Potere: persuasione e deliberazione” organizzata dall’Azione Cattolica

FLORIDIA – Il binomio politica e comunicazione è stato al centro della conferenza “Il potere: persuasione e deliberazione” organizzata dall’Azione Cattolica ItalianaChiesa Madre Floridia in collaborazione con l’Istituto Superiore di Scienze Religiose “San Metodio” di Siracusa e l’Associazione Cercasi un Fine. All’incontro che si è svolto nell’aula magna dell’Istituto “S. Quasimodo,  erano presenti alcuni dei candidati a sindaco e molti cittadini interessati all’argomento. La politica ha sempre avuto una forte dimensione simbolica e comunicativa. Il campo della comunicazione politica è interdisciplinare, vi confluiscono infatti scienza politica, sociologia della comunicazione, psicologia sociale, scienze del linguaggio.

Nella sua introduzione i responsabile del settore adulti Angelo Lombardo ha sottolineato: “Come l’Azione Cattolica della Chiesa Madre di Floridi, sta proseguendo in questa serie di conferenze dal titolo generale “Andiamo a Comandare. Riflessioni sul potere” per animare il tessuto cittadino locale e risvegliarlo ad una più vigile coscienza della responsabilità sociale e politica. Dibattere sulla questione del potere  significa invitare – aggiunge Lombardo -, credenti e non , a prendere coscienza della responsabilità, a cui nessuno può sottrarsi, di contribuire a edificare una collettività più giusta e solidale. Lo scopo di queste iniziative non è la preparazione tecnica di un personale politico pronto a spendersi per così dire sul mercato del confronto istituzionale e della dialettica partitica.

Il relatore della conferenza il prof. Elio Cappuccio ha detto:  “Il problema della persuasione oggi è relativo al fatto che la politica si sta uniformando a quelli che sono gli standard del marketing. Cioè quando noi promuoviamo un prodotto spesso tale prodotto assume valore ed ha successo presso i consumatori per la sua presentazione piuttosto che per la qualità del prodotto medesimo. E come se la politica avesse assunto questo criterio e promuovesse dei leader non per le qualità che possiedono, non per i programmi che sviluppano ma per l’impatto che hanno sul pubblico degli elettori. Cia avviamo quindi ad una deriva di carattere plebiscitario che è legata non tanto alla validità di un programma quanto alla pregnanza dell’immagine”.

Per quanto riguarda i populismi il prof. Cappuccio sottolinea : “ Che il rappresentate politico a questo punto si sente rappresentante del popolo non tanto di un partito che rappresenta. Come se stabilisse una relazione preferenziale con tutto l’elettorato piuttosto che coloro i quali si riconoscono nel suo partito. Il secondo punto come ovviare a tutto questo. Ci possono essere modelli di democrazia deliberativa, tenuto conto del fatto che la democrazia è una creatura  estremamente fragile e l’unica cosa che può alimentarla è la diffusione del civismo. Maggiori sono gli elementi di civismo che si possono realizzare anche attraverso forme di volontariato, di impresa sociale, di coinvolgimento in quelle che sono tutte le questione pubbliche più si allarga l’arena dello spazio pubblico di confronto più la democrazia è vitale. Più  Lo spazio pubblico si riduce alla comunicazione mediatica e televisiva più noi andiamo incontro a forme di autoritarismo che è legato ad un leaderismo che è costruito sui principi del marketing  piuttosto che sui i principi di un corretto consenso politico”.

“Credo che in questo momento molti di noi da qualunque parte provengano trovano molto più buon senso nelle dichiarazioni del Papa – conclude –  che non nelle dichiarazioni dei politici che si uniformano alle logiche di mercato. Cioè tutte le volte che un politico dice è il mercato che me lo chiede sta rinunciando alla sua funzione di politico perché la funzione di politico è quella di orientare i fini  della politica e non di essere asservito ai fini della finanza, che il Papa ce lo ricordi fa bene perché mette in primo piano una dimensione etica che la politica rischia di dimenticare a tutto vantaggio di situazioni da difendere su un piano meramente pragmatico che sono tutto prive di valore etico”.


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