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Floridia, “Migrazioni: minaccia o opportunità per le due sponde”: conferenza del prof. Maurizio Malogioglio

FLORIDIA – “Migrazioni: minaccia o opportunità per le due sponde” è stato il tema della settima conversazione organizzata dalla Rete di Ricerca Euromediterranea di politica comparata, che si è svolta nel’aula consiliare “G. Spada”  del comune di Floridia. La relazione è stata tenuta da Maurizio Malogioglio docente dell’Università di Catania, consulente OIM.

I lavori sono stati introdotti dalla giornalista Daniela Tralongo ha detto : “Nell’ambito di questi incontri stiamo affrontando il tema della globalizzazione cercando di capire quali ripercussioni questo fenomeno implica per il nostro presente e per il nostro futuro più e meno immediato. Geometria variabile delle attività economiche Tra i risvolti su cui ci siamo imbattuti abbiamo avuto modo di capire gli effetti e i rischi legati al concetto di iper sviluppo delle società consumistiche e cosa si potrebbe fare in termini di decrescita felice, ci siamo immersi nella dimensione economica di questo fenomeno, capendo quali prospettive sta aprendo e quali saranno anche i nuovi cambiamenti a cui stiamo già assistendo, vedi le intelligenze artificiali, passando anche per la dimensione ambientale e climatica con tutta l’attenzione che merita.  Il tema di oggi sulle migrazioni è un tema che ha risvolti nella nostra quotidianità sotto vari profili.  L’economista Jed Kolko (1998) ha suggerito – aggiunge –  che le telecomunicazioni determinano la morte delle distanze e non la morte delle città.  La città globale è uno stato di interconnettività e una condivisione del consumismo culturale e ideologico (sociologo Leslie Sklair). Essa tende a includere non solo omogeneità e sincronizzazione culturali ma anche proliferazione e frammentazione culturale. Le varie etnie si collocano e strutturano nelle città stravolgendo quegli stessi spazi che prima un’unica comunità aveva a disposizione e quindi facendoli evolvere in qualcosa di nuovo. Questo include anche gli spazi lavorativi oltre che sociali.  L’emigrazione è un fenomeno sicuramente non di nuova fattezza.  Di migranti ce ne sono di varie etnie e dai dati Istat 2016 abbiamo Marocco, Albania, Cina, Ucraina, India, Filippine… Questo dato deve porci dinnanzi ad una riflessione importante per considerare il nostro concetto di città così come emergeva dalla scorsa relazione, le nostre città non sono più quelle del secolo scorso ma stanno assumendo sempre più connotati globali, per cui anche il piccolo centro riflette i cambiamenti delle metropoli globali”.

Il relatore Maurizio Malogioglio ha dichiarato: “ E’ ovvio che l’approccio solo di sicurezza non è sufficiente. Bisogna rallentare e gestire i flussi in un’ottica di cooperazione con paesi di origine. Cooperazione che significa aiutarli a casa loro e assieme a loro cogestire i flussi  e dare una responsabilità a loro insieme a noi a gestire i flussi in maniera ordinata, razionale e senza battaglie ideologiche. I paesi dell’Europa sono restii ad accettare migranti quando si tratta di ospitarli a casa loro, se si tratta di aiutarli nei paesi di origine non è una battaglia persa anzi l’Europa sta cercando di fare molto e l’Italia deve essere in prima fila per fare delle proposte di gestione dei flussi, di aiuto e di utilizzo soprattutto di una risorsa importantissima: dei migranti che già sono in Italia delle diaspore che sono un fattore di sviluppo enorme. L’informazione è quella di spiegare che  i migranti quando si integrano in un paese sono una risorsa economica e culturale. Un paese come l’Italia  – aggiunge Malogioglio – che è un paese di meticciato che ha dato risultati fantastici nel corso della storia deve capire che anche i migranti possono essere una risorsa ovviamente non possiamo dimenticare che l’allarme sociale che possono creare i flussi non gestiti e quindi non si può criminalizzare chi ha paura. In genere i terroristi non corrono il rischio di affondare con i barconi. Però è anche possibile che con qualche peschereccio provano ad intrufolarsi ma non fanno parte dei flussi che noi vediamo in televisione non possiamo escludere che vengano con dei pescherecci sicuri che sbarchino in spiagge tranquille poco  viste dai poliziotti. Non possiamo escluderlo però escluderei che i flussi, i barconi, i gommoni che vediamo ospitano tanti terroristi troppo pericoloso per loro. In genere hanno i soldi e le amicizie per entrare senza farsi prendere le impronte e le fotografie al porto di Catania”.


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