Politica

Il vice presidente dell’ANCI Sicilia Amenta: ” Situazione esplosiva nei comuni”

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I Comuni siciliani senza più interlocutori istituzionali alla Regione, dove in questi giorni e in questi mesi hanno incontrati tutti i livelli della politica e dell’apparato amministrativo, chiedono ad alta voce, tramite l’AnciSicilia, un incontro con il Ministro dell’Interno, Angelino Alfano, per rappresentare, ulteriormente, lo stato di forte disagio, ad un passo dall’implosione sociale, che si sta registrando in tutti i 390 Comuni siciliani.

A deciderlo è stato ieri nell’incontro a Villa Niscemi l’Ufficio di Presidenza dell’Associazione dei Comuni siciliani, presente anche il Vice Presidente, Paolo Amenta, Sindaco di Canicattini Bagni.

«Quella in atto è una vera e propria emergenza – afferma il Vice Presidente, Amenta -, siamo ad un passo da una implosione sociale preoccupante, come dimostrano le continue aggressioni e attentati nei confronti dei Sindaci e degli Amministratori locali. Alla base di questo dramma che in particolare la politica regionale, e a seguire quella nazionale, non riescono a cogliere, mostrando un’Italia felice ed in crescita, ed una Sicilia pronta a ridurre il gap con le altre regioni del centro-nord, mentre l’Istat, al contrario, ci dice che cresce la disoccupazione giovanile, ad un passo dal 60%, e con essa anche quella  generale, c’è l’incapacità di una Regione di sviluppare una politica finanziaria che pensi a rimettere a posto i conti, senza penalizzare, più di quanto si sia fatto sinora, i Comuni e quindi i cittadini. I ritardi e le incertezze sull’entità dei trasferimenti delle risorse finanziarie (si aspetta il 70% del fondo 2015 per le mensilità dei precari, e le accise Enel dello stesso anno) – aggiunge il Vice Presidente di AnciSicilia – e la politica dei tagli che in questi ultimi cinque anni hanno ridotto le risorse destinate ai Comuni da 911 milioni di euro a poco più di 300 milioni (si vorrebbe che si approvassero i Bilanci con appena il 30% di quest’ultimi fondi), di fatto, per l’incapacità della politica regionale di programmare una tenuta equa della spesa, senza nascondersi dietro il paravento dei mancati trasferimenti dei famosi 500 milioni da parte dello Stato,si stanno mettono a rischio i servizi, il futuro dei lavoratori precari, e rendendo impossibile l’approvazione dei Bilanci di previsione 2016. Chi ad oggi, ha approvato il Bilancio, pochissimi Comuni – sottolinea Amenta – sa benissimo di aver prodotto uno strumento finanziario non veritiero, proprio per l’incertezza dei trasferimenti della Regione, e l’impossibilità di poter incassare oltre il 50% della Fiscalità locale, in una Sicilia dove cresce la povertà e fasce sempre più ampie di cittadini non hanno più neanche gli occhi per piangere.  La settimana scorsa, nell’incontro con l’Assessore alle Autonomie Locali, Luisa Lantieri, avevamo chiesto, seguiti dalle altre Regioni e dall’Anci nazionale, che venisse prorogata  la scadenza dell’approvazione dei Bilanci per i motivi che ho detto prima. E nello stesso tempo avevamo chiesto di avere certezze sull’entità delle risorse del Fondo perequativo 2016 , che in base alla Legge di Stabilità regionale, ammontano a 340 milioni, e notizie delle spese di investimento, 165 milioni di euro, di cui è necessario conoscere modalità e tempi di erogazione. Ma ad oggi il silenzio si fa sempre più assordante, dimenticando che l’esercizio provvisorio si è concluso il primo di Maggio e gli impegni, in base ai fondi che erano a disposizione dei Comuni,  sono stati già presi all’inizio dell’anno. A ciò si aggiunga il problema irrisolto dei rifiuti, del servizio idrico integrato, e  la drammatica situazione dei precari, dei quali sembra che nessuno intenda occuparsi nonostante le soluzioni a costo zero presentate dall’AnciSicilia, di intesa con tutte le rappresentanze sindacali dei lavoratori, attraverso la conferma delle risorse regionali in progressiva riduzione di risorse per effetto del turn over nei Comuni. Per non parlare  della tragedia della nuova programmazione comunitaria 2014-2020, dove, siamo nel 2016, si sono persi già due anni di finanziamenti, e a tutt’oggi non si intravvedono i bandi. Così come la farsa dei 100 milioni annunciati per i Cantieri di Servizio per la lotta alla povertà, siamo a Giugno e non si sa in quale capitolo della finanziaria sono stati inseriti o da dove reperiranno i fondi. Almeno che ce lo dicessero. Infine, non va dimenticata l’assurda situazione delle ex Province, oggi Liberi Consorzi, per cui finalmente, dopo quasi tre anni, l’Ars è riuscita a legiferare. La legge prevede che siano i Sindaci a guidarle, ma senza alcuna garanzia di coperture finanziarie sia per la situazione attuale di impossibilità a pagare gli stipendi dei dipendenti, sia per i servizi alla quale le ex Province sono chiamate (manutenzioni stradali, edilizia scolastica, assistenza disabili), crediamo come Anci, che nessuno si assumerà questa responsabilità. Ecco allora, senza tanto girarci attorno, come il quadro complessivo è più che esplosivo – conclude il Vice Presidente, Paolo Amenta – per cui i Comuni siciliani hanno bisogno di avere risposte subito, prima che la situazione sfugga di mano a tutti e saremo costretti a tornare a farci sentire nelle piazze».

 

 

 


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