News

Noto, in classe senza riscaldamento: gli studenti scendono in piazza

NOTO – Temperature basse, anche troppo, nelle classi delle scuole siciliane, dove i ragazzi sono costretti ad affrontare le ore di lezione senza riscaldamento. Oggi nel Siracusano, tra Noto, Avola e Pachino, centinaia di studenti sono scesi in piazza a manifestare per i disagi causati dal freddo.

Nel Comune di Noto, in particolare, è la sede centrale di corso Vittorio Emanuele e quella dell’Istituto professionale “I.p.s.i.a.” di via Platone ad essere senza riscaldamenti.

“Abbiamo deciso di scioperare – ci spiega Piergiovanni Canto, rappresentante degli studenti all’istituto superiore “Matteo Raeli” di Noto – perché manca il gasolio e quindi non ci sono le condizioni per fare lezione. C’è una legge che ci tutela da questo punto di vista, nelle classi dovrebbero esserci almeno 18 gradi e noi qui ne abbiamo circa 5-6”.

“Abbiamo indetto uno sciopero ad oltranza – continua lo studente – tanto che giovedì manifesteremo a Siracusa davanti all’ex Provincia chiedendo di essere ricevuti. Ѐ un vero e proprio problema e noi non abbiamo nessuna intenzione di piegarci a queste logiche, non entreremo in classe perché non ci sono i requisiti minimi. Ci sentiamo presi in giro, perché è un nostro diritto”.

Un gesto che non può essere biasimato nemmeno dallo stesso dirigente del “Matteo Raeli” di Noto, il dott. Concetto Veneziano, che ci ha spiegato che il disagio riguarda le sedi con impianto di riscaldamento a gasolio.

“Generalmente – spiega il dott. Veneziano – a questo tipo di situazione ha provveduto sempre l’ex Provincia di Siracusa. Ad oggi non hanno ancora provveduto a fare le forniture di gasolio. Il rappresentante d’Istituto ha inviato a metà dicembre una comunicazione via Pec al Commissario, facendo presente questa difficoltà”.

“Non si può certamente rimproverare i ragazzi – continua – Con queste temperature è impossibile fare lezione. Il problema del freddo ricade anche sui docenti, ma i ragazzi devono stare in classe 5-6 ore al giorno. Non li ho autorizzati a scioperare, ma non ho fatto fatica a capire le loro motivazioni. Io, per una questione di solidarietà nei confronti dei ragazzi, non sto nemmeno utilizzando il sistema di riscaldamento della mia stanza”.

“Il sindaco Bonfanti – conclude il dirigente scolastico Veneziano – ha voluto sapere il fabbisogno di carburante, perché sta valutando se c’è la possibilità che intervenga il Comune. Si sta interessando anche l’amministrazione comunale di Noto, nonostante non sia tenuta a farlo, dato che la loro competenza riguarda gli istituti comprensivi”.

Il problema dei riscaldamenti coinvolge larga parte degli istituti scolastici del Siracusano. Anche ad Avola, Pachino, Augusta, nonché a Siracusa ci sono diverse scuole che non hanno ricevuto ancora il carburante e, con la nuova ondata di freddo, sono costrette a fare lezione con temperature anomale per la Sicilia.


In alto