Cultura

Palermo, presentato il libro “ogni storia è una storia d’Amore” dello scrittore Alessandro D’Avenia

PALERMO – “E quale amore riesce a farsi storia? Solo l’amore che non smette mai di avanzare, qualunque sia la tempesta che incontra”. Questa è la frase che campeggia sulla quarta di copertina del libro “Ogni storia è una storia d’Amore” del professore-scrittore Alessandro D’Avenia. Il professore palermitano in questo suo libro racconta l’amore attraverso 36 storie di donne che sono state muse ispiratrici per i loro compagni o mariti, artisti di fama mondiale. Noi abbiamo avuto il privilegio di incontrarlo a Palermo nell’unica tappa siciliana in occasione del firma libro che si è svolto ai cantieri culturali dello Zisa. All’incontro con l’autore che è durato per tutta la giornata hanno partecipato moltissimi giovani provenienti da tutta la Sicilia per incontrare Alessandro D’Avenia che in questi anni con i suoi libri ha toccato il cuore di molti giovani e anche dei genitori.

“E’ un libro nato da questo incanto che il genio femminile esercita sul mondo e di conseguenza anche su di me. Perché mi sono reso conto – ci dichiara Alessandro D’Avenia –  di questa divertente coincidenza che gli artisti chiamano il loro principio di ispirazione la musa, ma poi la musa anche la donna che entra in questo raggio di azione della creatività degli artisti o per esserne fonte di ispirazione o per esserne a volte un ostacolo perché a volte le donne che si innamorano degli artisti entrano in competizione con questa altra donna  a cui già gli artisti hanno già dedicato il loro cuore e la loro testa. Allora mi sono divertito a scegliere 36 storie d’amore di donne che hanno provato ad amare  artisti e li ho scelti  sulla base dei miei amori dei miei amori letterari, artistici, musicali, poetici per andare a vedere in che maniera avevano contribuito come muse o antimuse alla creatività di questi uomini”.

Qual è stata la donna che l’ha colpita?

“Mi sono innamorato di tutte e trentasei. E’ un libro che mi ha spinto alla poligamia ma è divertente – ci spiega – e ci sono tutte le tonalità del ventaglio che va dall’amore al disamore. Se ne devo sceglierne una, anzi ne scelgo due. Una è il finale di vita di Fellini con la moglie Giulietta. Entrambi dopo tanti anni di matrimonio devono festeggiare l’anniversario del loro cinquantesimo anniversario di matrimonio ma sono entrambi ricoverati in ospedale perchè malati. Si mettono d’accordo e di nascosto come una specie di finale da film di Fellini, scappano dall’ospedale e sin ritrovano in un ristorantino per festeggiare di nascosto mentre dottori e infermieri li cercano. Il giorno dopo lui se ne va e lei stranamente contenta dice no  eravamo d’accordo così, lui mi precede prepara la scenografia per e poi io lo raggiungo. Invece quella che ha toni più drammatici con un finale di grandissima redenzione è quella di Nadežda  moglie del poeta russo del XXI Osip Mandel’ŝtam che noi conosciamo le opere grazie a lei. Perché?. Perché quando Osip viene arrestato da regime di Stalin perchè si oppone alla violenza di questo regime con la sua arte, con la sua poesia, con i suoi discorsi. Lei sa che distruggeranno non solo la carne del marito ma anche la carta. Allora cosa fa notte tempo incomincia a imparare a memoria tutte le poesie, tutti gli scritti del marito che noi conosciamo grazie al fatto che lei un giorno era riuscita a sfuggire al regime di Stalin detterà una ad una queste poesie. Il marito morirà tristemente nei gulag ma noi appunto quello che sappiamo di lui lo dobbiamo alla memoria di lei. In maniera è un racconto che va a definire il tassello che io chiamo farsi custodi del destino dell’altro che mi sembra uno dei tasselli fondamentali per raccontare cos’è  l’amore”.

L’amore salva?

“Ecco il libro si apre con questa domanda l’amore salva? Perché arrivato a 40 anni della navigazione della mia vita mi dico se incontrassi la tempesta delle tempeste, se dovessi buttare via tutto qual è la scialuppa di salvataggio – conclude -, la cosa essenziale e credo che la risposta sia proprio nell’amore o meglio tutti sappiamo che la risposta è nell’amore poi non si bene perchè questa promessa sembra non realizzarsi nelle nostre vite o siamo noi a non essere all’altezza un po perchè l’amore si è infilato in due vicoli ciechi che lo rendono impossibile. Da un lato un amore romantico che è l’illusione di un amore a cui uso pretendo che l’altro sia un Dio capace di risolvere tutti i miei problemi, tutti i miei vuoti. Ma questa fusione è soltanto una illusione. Oppure l’amore cinico in cui sono io il dio che divento per l’altro che dovrà essere un  mio adoratore fino a che mi servirà lo userò e poi passerò ad altro. Invece, l’amore che salva è un amore che va incontro ad un paradosso solo se sono disposto morire un po’ per l’altro. Allora paradossalmente questo amore mi salverà e questo richiede un grande coraggio”.


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