Osservatorio Etna

Riaffiora il magma sulla cima dell’Etna

Oltre 400 giorni di inattività eruttiva quasi totale e poi, dalla metà di questo caldo mese di luglio 2018, il magma torna ad illuminare con costanza il fondo dei crateri sommitali etnei. È la cosiddetta “attività stromboliana” che si concentra ad oltre 3000 metri di quota sul fondo del Cratere di Nord-Est e della Bocca Nuova (figura in evidenza). Si tratta di piccole esplosioni che lanciano in aria, a decine di metri di altezza, brandelli di lava incandescente. Per adesso si tratta di un fenomeno di entità piuttosto modesta e confinato prevalentemente all’interno dei due crateri in attività. In qualche caso, però, le esplosioni lanciano brandelli di magma oltre l’orlo craterico della Bocca Nuova, mentre il Cratere di Nord-Est genera piccole colonne di cenere bruna che si disperdono rapidamente nei presi dell’area sommitale del vulcano.

Non si tratta di fenomeni inaspettati. Tra ottobre 2016 e novembre 2017, prima la Bocca Nuova e poi il Cratere di Nord-Est si erano riaperti, dopo mesi in cui queste bocche erano rimaste “tappate” dai prodotti eruttati dall’Etna nel maggio 2016. Tra il 18 ed il 19 luglio 2018, uno sciame sismico ha interessato il medio–alto versante sud-occidentale del vulcano. La rete di monitoraggio dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Catania (INGV-OE) ha registrato oltre 150 scosse sismiche di magnitudo maggiore di 1, le più elevate di magnitudo ML=3.6 e ML=3.5, con profondità ipocentrali comprese tra 4 e 9 km. Da quel momento in poi, sia la Bocca Nuova che il Cratere di Nord-Est danno luogo a continue, piccole esplosioni stromboliane sul loro fondo, occasionalmente accompagnate da piccole emissioni di cenere.

Un evolversi dei fenomeni seguito con costanza ed attenzione dai ricercatori dell’INGV-OE, impegnati nell’interpretare i numerosi segnali registrati dalle reti di monitoraggio sismico, geochimico e geodetico, integrate dalle osservazioni condotte nelle aree crateriche sommitali. Un’attività di ricerca, monitoraggio e sorveglianza rilevante ed utile soprattutto in questo periodo, quando la cima dell’Etna è visitata da molte decine di turisti ogni giorno.

Marco Neri*

*Primo Ricercatore, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – Sezione di Catania, Osservatorio Etneo

(Nell’immagine di copertina. A sinistra: emissione di cenere dal Cratere di Nord-Est dell’Etna. A destra: immagini termiche di un’esplosione stromboliana localizzata sul fondo del cratere Bocca Nuova. Sul fondo del cratere sono attive due bocche (A e B), che proiettano in aria brandelli di lava incandescente fino ad alcune decine di metri di altezza. Immagini termiche riprese il 17 luglio 2018 da Giuseppe Salerno (INGV-OE) durante un sopralluogo di monitoraggio diretto dell’attività eruttiva dell’Etna. Fonte: https://ingvvulcani.wordpress.com/2018/07/24/letna-da-segni-di-risveglio-attivita-stromboliana-in-area-sommitale/)


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