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Siracusa, arresto Gennuso, prossima sospensione dall’Ars. Gli subentrerà la melillese Daniela Ternullo

SIRACUSA – Dopo il clamoroso arresto, ieri sera, del deputato regionale Pippo Gennuso, e di altre due persone coinvolte nel presunto voto di scambio in occasione delle scorse elezioni regionali, nei prossimi giorni si attiveranno le procedure per la sospensione dell’esponente politico dalla carica parlamentare.

Gli dovrebbe subentrare, in virtù della vigente legislazione, la melillese Daniela Ternullo, 42 anni, attualmente vicesindaco con delega allo sviluppo economico nell’amministrazione Carta. Ternullo era infatti risultata la prima dei non eletti nella lista “Popolari e autonomisti – Idea Sicilia“, avendo riportato 1.796 preferenze.

Intanto stamani, nel corso di una conferenza stampa svoltasi presso il tribunale di Catania alla presenza del procuratore capo Zuccaro, del procuratore aggiunto Petralia e dei vertici provinciali dei carabinieri di Siracusa, colonnello Grasso, tenente colonnello Palatini e capitano Alfano, sono stati illustrati i particolari e i dettagli della complessa attività investigativa.

Nella serata di ieri, su delega della Direzione distrettuale antimafia della Procura di Catania, i carabinieri del comando provinciale di Siracusa hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Catania nei confronti del deputato regionale Giuseppe (detto Pippo) Gennuso, rosolinese, 64 anni, oltre che di Massimo Rubino, 48enne, e Francesco Giamblanco, 31enne, con l’accusa di scambio elettorale politico-mafioso, in concorso tra loro.

L’indagine, condotta dal nucleo Investigativo dei carabinieri tra ottobre e dicembre 2017, avrebbe evidenziato che, in occasione delle elezioni regionali per il rinnovo dell’Ars, tenute il 5 novembre scorso, Giamblanco, presunto esponente del “clan Crapula” attivo nel territorio di Avola e genero di Michele Crapula, che si trova in carcere sottoposto al 41 bis, avrebbe promesso di procurare voti in cambio dell’erogazione di denaro e di altre utilità. Secondo l’accusa, il deputato regionale Gennuso, in corsa per la riconferma, avrebbe accettato la promessa, mentre il Rubino si sarebbe posto quale intermediario tra le parti ed esecutore dell’accordo.

In quella tornata elettorale, Gennuso ha ottenuto nel collegio di Siracusa la rielezione con 6.567 voti di preferenza nella lista “Popolari e autonomisti – Idea Sicilia”.

Dopo la notifica dell’ordinanza di custodia cautelare, Gennuso è stato sottoposto agli arresti domiciliari presso la propria abitazione, così come Rubino. Invece Giamblanco è stato associato al carcere di Bicocca-Catania.


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