Cronaca

Siracusa, blitz della Finanza in negozi cinesi della provincia: sequestrati oltre 4,2 milioni di prodotti non sicuri

SIRACUSA – La Guardia di finanza di Siracusa ha portato a termine una serie di controlli finalizzati al contrasto della contraffazione e ad evitare l’immissione al consumo di beni posti in vendita senza essere stati assoggettati alle procedure di certificazione previste dalla vigente normativa: si tratta di 4.232.514 prodotti potenzialmente pericolosi per l’eventuale incauto acquirente. L’attività, svolta con sistematicità, è stata eseguita nella giornata di ieri, 24 maggio, dai finanzieri dei reparti dislocati nel territorio ed ha riguardato esercizi commerciali gestiti da operatori cinesi nelle località di Siracusa, Melilli, Rosolini, Francofonte e Pachino.

Le Fiamme gialle hanno rilevato irregolarità connesse alla detenzione, per la rivendita, di vari prodotti, tra i quali cosmetici, giocattoli, materiale elettrico ed informatici, ferramenta ed utensileria varia, accessori per auto, bigiotteria, privi del marchio di conformità “CE” (spesso dissimulato dal logo “China Export”), nonché prodotti per l’igiene e la cura della persona.

A Melilli e Rosolini i sequestri più consistenti; a Siracusa e Francofonte individuati anche lavoratori in nero; a Pachino prevale la vendita di prodotti non sicuri per l’igiene e la cura della persona. tutti gli articoli, posti sotto sequestro, sono stati rinvenuti esposti sugli scaffali di vendita e, quindi, pronti per essere immessi in consumo. Oltre alle merci sottoposte a sequestro, sono stati individuati 3 lavoratori in nero e denunciati 2 soggetti.

Sono in corso ulteriori indagini volte all’individuazione dei canali di approvvigionamento della merce illecita rinvenuta per arrivare alla disarticolazione della catena logistica, organizzativa e strutturale delle filiere illecite. 2 i titolari dei negozi ispezionati sono stati segnalati anche alla Camera di commercio di Siracusa per le violazioni previste dal decreto legislativo n. 206 del 2005 (Codice del consumo) per le quali sono previste sanzioni fino a 25 mila euro, nonché per la successiva confisca e distruzione dei prodotti sequestrati.

Nel comunicato del Comando provinciale della Fiamme gialle si rammenta che con il proprio ruolo di polizia economico-finanziaria, svolto quotidianamente mediante il contrasto ad ogni tipo di espediente che danneggi l’economia e le imprese sane, si intende veicolare un importante messaggio sociale: oggi più che mai appare indispensabile disincentivare i consumatori all’acquisto di merce recante marchi o segni distintivi contraffatti o alterati. Inoltre si evidenzia che l’azione della Guardia di finanza si conferma a presidio della tutela dell’economia legale, attraverso il contrasto all’evasione delle imposte ed allo sfruttamento della manodopera low cost per la realizzazione di beni di scarsa qualità e sicurezza, nonché al contrasto alla contraffazione, alla tutela del “Made in Italy” e al commercio di prodotti nocivi per la salute dei consumatori.


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