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Siracusa, calcolo Tari, il dirigente del settore entrate del Comune fa chiarezza su rimborsi e… recuperi

SIRACUSA – In merito agli eventuali errori in bolletta Tari, la tassa sui rifiuti, il dirigente del settore Entrate del Comune, Vincenzo Miccoli, ha spiegato l’intero iter.

Parte dalle indicazioni ministeriali per il corretto calcolo della quota variabile e della quota fissa: “Con la circolare n. 1/DF protocollo 41836/2017 del 20 novembre 2017, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha chiarito definitivamente come deve essere effettuato ai fini Tari il calcolo della quota variabile sulle pertinenze. Da una attenta lettura della circolare appare corretto computare la quota variabile una sola volta in relazione alla superficie totale dell’utenza domestica, quindi sommando la superficie dell’abitazione e delle sue pertinenze, e calcolando sul totale la quota variabile. Mentre, in merito alla quota fissa, deve essere calcolata sull’abitazione principale e sulle sue pertinenze, in relazione all’effettivo numero degli occupanti”.

Il dirigente viene alla novità che riguarderebbe l’ente locale aretuseo: “Il Comune di Siracusa, erroneamente, ha calcolato la quota fissa sulle pertinenze considerando sempre un occupante, a prescindere dal reale numero di componenti il nucleo familiare. La circolare del Ministero dell’Economia prevede, quindi, un calcolo più oneroso, ma è quello che deve essere adottato per la corretta applicazione della normativa in vigore. Per quanto riguarda la parte variabile relativa alle pertinenze, la circolare Ministero dell’Economia ha chiarito che non è dovuta. Il Comune di Siracusa sulla prima pertinenza non ha mai richiesto nessun pagamento della quota variabile, mentre per le pertinenze successive alla prima il pagamento è stato richiesto. Per una corretta distribuzione del carico tributario tra i contribuenti, il Settore Entrate provvederà d’ufficio al recupero di quanto dovuto per la quota fissa, da calcolarsi in base all’effettivo numero dei componenti il nucleo familiare, ed al rimborso di quanto erroneamente richiesto per la parte variabile sulle pertinenze successive alla seconda, per gli anni dal 2014 al 2017”.


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