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Siracusa, conferenza sul “Progetto Chirone” organizzata dalla Polstrada e dall’ordine dei medici

SIRACUSA – Nei locali dell’Aula Magna dell’Ordine dei Medici Chirurghi  della Provincia di Siracusa  si è tenuta una conferenza  organizzata dalla Polstrada e dall’Ordine dei Medici di Siracusa sul tema “Progetto Chirone – Linee guida per gli operatori di polizia e per i sanitari nell’approccio con le vittime di incidenti stradali”, rivolta agli operatori di Polizia e di tutte le professioni sanitarie.

Sono stati presenti nella veste di relatori il dr. Anselmo Madeddu, Presidente del predetto Ordine professionale, il dr. Antonio Capodicasa, Dirigente la Sezione Polstrada di Siracusa, i dott.  Giovanni Barone, Segretario dell’Ordine, Maurilio Carpinteri, medico Anestesista-Rianimatore all’ospedale “Umberto I” di Siracusa ed Aurelio Saraceno, medico di Medicina Generale, la Prof.ssa Emanuela Tizzani, psicologa della Polizia di Stato di Roma e l’ing. Stefano Guarnieri, presidente dall’Associazione “Lorenzo Guarnieri” di Firenze, principale promotore della legge sull’omicidio stradale.

La predetta iniziativa si inserisce nel contesto di un progetto denominato “Chirone”, elaborato dal Servizio Polizia Stradale del Ministero dell’Interno, che traccia le linee comportamentali per gli operatori di Polizia Stradale e per gli operatori sanitari, i quali sovente si devono relazionare  con gli utenti coinvolti nei sinistri  e con i loro familiari.

Ha introdotto i lavori il dr. Anselmo Madeddu, che ha poi tenuto la prima relazione dal titolo “La sindrome di Chirone tra Mitologia e Medicina”. A seguire si sono succeduti gli altri relatori iniziando dal Dirigente la Sezione Polstrada di Siracusa, dr. Antonio Capodicasa che ha parlato del nuovo ruolo per gli operatori della Polizia Stradale e l’ing. Stefano Guarnieri, che  si è occupato di un altro aspetto dell’argomento: Il percorso tortuoso delle vittime.

Dopo la discussione, scaturita a seguito dei primi interventi, è stata la volta della d.ssa Emanuela Tizzani, psicologa, che è intervenuta trattando il tema del Pronto soccorso psicologico delle vittime della strada. Successivamente hanno tenuto la loro relazione i dr. Aurelio Saraceno, Maurilio Carpinteri e Giovanni Barone. Quest’ultimo ha evidenziato che non esistono insegnamenti prestabiliti per gestire drammi come quello degli incidenti stradali ed ha ammesso che la preparazione universitaria è orientata a curare la malattia organica, ma non prepara alla cura del disagio dei parenti e che  bisogna pensare di più a chi resta dopo la morte di un familiare.

Dopo la discussione, la conclusione dei lavori è stata affidata al dr. Anselmo Madeddu. Il convegno  ha offerto un contributo ed uno spunto di riflessione su un tema tanto delicato quanto complesso ed è stato organizzato con la finalità di preparare il personale di Polizia e quello sanitario sul modo come rapportarsi con gli utenti coinvolti in incidenti stradali e con i loro congiunti, intervenendo, per esempio, nella maniera più appropriata nei confronti di un genitore che ha ricevuto la notizia del decesso di un figlio che si trovava alla guida di un veicolo oppure alleviando la solitudine di una persona che è stata vittima di incidente stradale, mantenendo con essa un rapporto che la tenga informata circa l’evoluzione (anche giudiziaria) della vicenda, dopo l’evento tragico.

Questa iniziativa ha voluto fornire agli operatori coinvolti (agenti della Polizia Stradale e sanitari) strumenti conoscitivi adeguati per far sì che costoro  non solo  siano sempre pronti a soccorrere gli utenti della strada, ma siano anche in grado di aiutarli sul piano psicologico, riuscendo ad avere un attento e consapevole approccio con le vittime di tali sinistri e con i loro congiunti. Pertanto, considerato che frequentemente gli agenti della Specialità ed il personale sanitario  si trovano ad incontrare gli utenti coinvolti in incidenti della stradali o i loro familiari, scopo del convegno è stato quello di prepararli a svolgere al meglio  i loro compiti, prediligendo e cercando di soddisfare i bisogni prioritari dei cittadini, che si trovano a vivere esperienze devastanti, coniugando le incombenze prettamente operative ed istituzionali, con la sensibilità richiesta dalla drammaticità degli eventi vissuti.

 


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