Politica

Siracusa, débacle Pd alle amministrative, rimette il mandato il segretario provinciale Lo Giudice

SIRACUSA – Tempo di analisi a freddo per il Partito democratico, e il segretario provinciale Alessio Lo Giudice si trova di fronte alla débacle patita proprio nel capoluogo, con il candidato sindaco Fabio Moschella non andato oltre il 13,11 per cento, al quarto posto, e la lista Siracusa futura-Pd appena sopra la soglia di sbarramento, al 5,44 per cento. Rende noto che ha deciso di rimettere il suo mandato, attraverso un comunicato che offre una lettura del quadro politico nazionale, più che dei dati elettorali locali.

“Desidero, innanzitutto, augurare un buon lavoro, nell’interesse delle rispettive comunità, a tutti i sindaci eletti al primo turno delle recenti elezioni amministrative. Un particolare augurio rivolgo a Giuseppe Stefio e Pippo Incatasciato, candidati sindaci vittoriosi, sostenuti con forza e coesione dal Partito democratico”, afferma.

“Un sentito ringraziamento va ai candidati a sindaco del Pd che non hanno ottenuto i risultati sperati – prosegue, passando agli sconfitti – Mi riferisco a Seby Bennardo per Buccheri, Alessandro Biamonte per Priolo e Fabio Moschella per Siracusa. L’impegno e la passione che Seby, Alessandro e Fabio hanno mostrato, nel tentativo di coinvolgere i cittadini a partire da proposte politiche di assoluto valore, devono essere sicuramente apprezzati e considerati come basi importanti per il lavoro politico da svolgere nel futuro”.

Lo Giudice fornisce una lettura politica, partendo dalle dinamiche nazionali, quali il nuovo governo giallo-verde: “Stiamo vivendo un passaggio politicamente cruciale a tutti i livelli, da quello nazionale a quello locale. Il governo, supportato da una base sociale sostanziosa, incarna un orientamento culturale, prima ancora che politico, chiaramente di destra. Un orientamento che si riflette su questioni centrali per il nostro Paese, dall’immigrazione ai diritti civili, dalla giustizia al fisco. D’altra parte, la risposta della sinistra, da quella partitica a quella cosiddetta civica o movimentista, è inadeguata nelle modalità dell’azione politica, nel linguaggio e, spesso, nelle persone. Tutto questo ha prodotto divisioni, dispersione di energie, incomunicabilità, sconfitte. E le responsabilità per questi risultati sono diffuse, coinvolgono tutti, i Partiti, i movimenti, i duri e puri. Nessuno è escluso, non ci sono vinti e vincitori in questo senso”.

Conclude: “Credo dunque che sia necessario un gesto che possa spingere a una maggiore e diffusa assunzione di responsabilità, quanto meno a livello locale. Un gesto che possa sollecitare il movimento di chi è fermo, a tutti livelli. Un gesto che possa favorire l’apertura di nuovi spazi di azione e di unità. Per queste ragioni, intendo rimettere sin da oggi il mio mandato nelle mani del presidente dell’Assemblea provinciale del Pd Liddo Schiavo, invitandolo a convocare l’Assemblea stessa per gli adempimenti conseguenti. Ci sarà tempo e modo per fare un bilancio di questi tre anni da segretario provinciale del Pd. Per il momento, desidero soltanto ringraziare gli iscritti e i militanti di tutta la provincia perché mi hanno concesso l’onore di servire una comunità politica così nobile e importante”.


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