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Siracusa, ecco la nuova rete ospedaliera in provincia: classificazione, posti letto e incidenza del privato

SIRACUSA – È entrata in vigore la nuova rete ospedaliera siciliana, di adeguamento al decreto ministeriale Balduzzi (70 del 2015) e che recepisce le ultime indicazioni provenienti dal ministero della Salute. È stato infatti pubblicato l’8 febbraio sulla Gazzetta ufficiale della Regione siciliana il decreto di adozione del piano di “riorganizzazione del sistema di rete dell’emergenza-urgenza”, firmato l’11 gennaio dall’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza (nella foto di repertorio).

Nel frattempo, Razza prosegue negli incontri con le parti coinvolte dalla rimodulazione della rete e ieri a Catania ha incontrato i sindacati, terza volta, per definire le linee guida per la formulazione degli atti aziendali delle 17 aziende sanitarie. È fissato per il prossimo lunedì 18 febbraio alle ore 16 l’incontro a Palermo tra l’assessore, insieme al governatore Nello Musumeci, e i vertici dell’Asp, il sindaco di Siracusa, Francesco Italia e i primi cittadini dei comuni dell’hinterland che hanno manifestato dissenso sulla localizzazione del Nuovo ospedale di Siracusa alla Pizzuta.

Tornando alla nuova rete ospedaliera regionale, è rimodulata in quattro bacini territoriali. Ogni bacino territoriale interprovinciale, inteso come “area comprensiva di quella popolazione/territorio”, prevede una classificazione dei presidi ospedalieri “per crescenti e specialistiche risposte” che vanno, oltre a presidi sanitari in zona disagiata, dai presidi di base ai Dea di I livello e Dea di II livello (acronimo di Dipartimento di emergenza-urgenza e accettazione), quest’ultimo al più elevato livello assistenziale.

Nella provincia aretusea, inserita nel bacino 1 Catania-Ragusa-Siracusa, figurano solo due Dea di I livello, l’ospedale “Umberto I” insieme al “Rizza” di Siracusa con 355 posti letto (338 esistenti al 2018), in attesa di schiarite sulla realizzazione del Nuovo ospedale di Siracusa, e l’ospedale riunito Avola-Noto, con rispettivamente 133+56 posti letto (81+50 esistenti). Mentre il nosocomio di Lentini è stato classificato presidio di base con 132 posti letto (116 esistenti). Infine l’ospedale “Muscatello” di Augusta viene classificato “presidio sanitario in zona disagiata ad alto rischio ambientale”, un unicum in Sicilia, con 111 posti letto (93 esistenti).

Oggetto di polemiche politiche il confronto con la provincia ragusana, che vede ben tre Dea di I livello e 188 posti letto in più, nonostante abbia circa 80 mila abitanti in meno. Un’obiezione a cui l’assessore regionale Razza ha recentemente replicato così in una intervista rilasciata a La Sicilia: “La rete ospedaliera è unica, sia per il pubblico che per il privato, con la conseguenza che la dotazione dei posti letto deve essere sommata e, in questo caso, corrisponde a una dotazione complessiva di 1.218 posti letto per Siracusa, contro 975 di Ragusa. Ciò si verifica perché la provincia aretusea ha uno “storico” altissimo di incidenza del privato: 431 posti a fronte dei 787 pubblici. Se serve approfondire questo tema non ci tireremmo indietro”. Ed ha aggiunto: “Va ricordato, per inciso, che quelle nostre scelte hanno visto confermare per tutti i presidi ospedalieri una classificazione che era stata votata positivamente dalla Conferenza dei sindaci chiamata ad esprimersi sulla Rete pre-vigente”.


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