Cultura

Siracusa, il Comitato culturale siracusano ha partecipato all’evento mondiale: centomila artisti “all’insegna del cambiamento”

SIRACUSA – Si è conclusa nei giorni scorsi  a Siracusa  presso il cortile del Palazzo di Governo in via Roma la manifestazione nata in California nel 2011 con l’appellativo di “One hundred thousand poets for change” inizialmente promossa dai poeti americani Terri Carrion e Michael Rothenberg e divenuta nel giro di pochissimo tempo un movimento globale. Le finalità  ovvero la pace, la giustizia e la sostenibilità  sono le medesime in tutto il mondo, sebbene gli organizzatori locali hanno facoltà di individuare liberamente gli ambiti all’interno dei quali orientare di volta in volta la voce degli artisti.

Per quest’anno, il Comitato Culturale Siracusano appositamente costituitosi per la realizzazione dell’evento su proposta di Ella Ciulla,  ha scelto di trattare la condizione femminile con il tema “La Donna, la dea oscurata”, quella ambientale con il tema “Madre Terra, il pianeta vivente” e quella sociale con il tema “Divide et impera: mito delle passate ere”. Tuttavia, essendo il movimento artistico per sua stessa definizione in fase di continua evoluzione, è prevista per le edizioni future l’interazione con altre realtà associative e differenti espressioni artistiche che possano accompagnarsi alla Poesia, nucleo permanente attorno al quale ruota il fronte mobile della creatività umana che si esprime attraverso molteplici talenti e in “centomila” differenti modi.

“La poesia, infatti, in quanto “sintesi essenziale” – dichiara Ella Ciulla –  è la testimonianza più autentica della condizione umana. È anche il luogo della ricchezza linguistica e della diversità. È l’ultimo baluardo contro il rischio dell’impoverimento progressivo e dell’omologazione. È un invito alla speranza. Perché a tutti noi, che ci nutriamo costantemente di inquietudine, la poesia offre quel respiro ampio e profondo dove i sentimenti e le emozioni tornano a vivere oltre il pragmatismo dell’agire quotidiano. Il primo cambiamento, dunque, auspicato dal movimento è che gli artisti dimostrino innanzitutto solidarietà, presenza e partecipazione superando i noti pregiudizi legati alle varie Arti (per cui, ad esempio, si pensa erroneamente che la poesia sia un’arte più raffinata della scrittura in prosa, e così via). E che si possa produrre Bellezza come collettività – aggiunge -, come gruppo coeso di persone la cui forza risiede soprattutto nella sintonia e nella capacità di valorizzare il potenziale umano di tutti e di ciascuno. E questo è ciò che è accaduto durante l’evento della scorso sabato 29, data in cui simultaneamente in tutte le regioni del mondo aderenti all’iniziativa tutti gli artisti hanno offerto il loro omaggio alla Pace e alla Bellezza, e anche la città di Siracusa ha levato il proprio canto all’interno di una coralità che ha saputo essere oltre ogni screzio e differenza sociale, economica, di razza, di credo religioso o politico. La splendida performance ha messo in scena la Poesia con il contributo di artisti provenienti da tutte le regioni d’Italia, ma anche la Pittura, la Fotografia, la Scultura, la Musica, il Canto, la Danza e la Recitazione, significando un momento di altissimo valore artistico graditissimo al numeroso pubblico intervenuto, che ringrazia per l’eccezionalità di un evento che oltre alla Grazia e alla Bellezza ha saputo donare speranza”.


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