Elezioni regionali 2017

Siracusa, il monito di Coltraro (Udc): “Stop ai pensionamenti tardivi: anziani stremati e giovani mortificati”

SIRACUSA – “Quello dei pensionamenti “tardivi” in Italia sta diventando, davvero, un grave problema socio-economico. Qualcuno potrebbe pensare: se ne accorge adesso che siamo in campagna elettorale? Sicuramente no, ma proprio grazie alle imminenti consultazioni regionali sto incontrando più gente e in diversi ambiti professionali, quindi posso adesso avere una visione d’insieme completa e realistica del fenomeno, che purtroppo affosserà l’Italia, caratterizzandola con giovani stanchi di cercare lavoro e anziani stremati dal dover continuare la loro attività professionale, pena la fame”. Il parlamentare regionale Giambattista Coltraro, candidatosi nella lista dell’Udc e in corsa per la riconferma all’Ars il prossimo 5 novembre, individua nella piaga sociale della disoccupazione giovanile una delle priorità siciliane.

Spiega: “Mi sembra assurdo passare da Paese in cui gli uomini e le donne avevano la centralità, in cui si coltivava il valore della dignità fondato sul lavoro, che è l’unico strumento che offre la possibilità di costruire progetti di vita sereni e non affannati, ad una Nazione che non tutela nemmeno la salute del suo popolo. Costringendo anche le donne ad andare in pensione a 67 anni, consapevoli che proprio sulle donne grava, da sempre, l’organizzazione delle proprie famiglie, oltre a quella professionale e che quindi sono sottoposte ad uno stress psico-fisico triplicato, che le porterà purtroppo a non godere a pieno della tanto agognata e attesa quiescenza”.

Coltraro affronta, infatti, la questione anche nella prospettiva dei dipendenti pubblici “anziani”, oltre a quella drammatica delle giovani generazioni spesso costrette a emigrare: “Non è un belvedere e constatare che gli uffici pubblici, ma anche le scuole, sono colme di impiegati, dirigenti e anche docenti sbofonchianti, perché devono trascinarsi a lavoro per i prossimi anni, quando invece pensavano di riposarsi e potersi dedicare a se stessi. Questi lavoratori rendono male, svolgono pessimamente, in alcuni casi, le loro funzioni e invece sottraggono opportunità di inserimento ai giovani, a loro volta mortificati dall’assenza di posti che gli consentano di raggiungere la loro autonomia. Sta diventano un circolo vizioso, che non possiamo tollerare”.

Il parlamentare regionale conclude: “La politica non deve subire scelte assurde, per far quadrare le casse dello Stato bisogna creare occupati entusiasti e sereni, garanzia di produttività, non costringere la gente stanca a continuare a fare quello che forse non è più nemmeno capace di fare, perché hanno fatto il loro tempo e sarebbe ora di passare il testimone”.


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