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Siracusa, “Il patrimonio degli equivoci”, martedì presentazione del libro-analisi sulla gestione dei beni culturali in Sicilia

SIRACUSA – Martedì 4 dicembre alle ore 17,30 presso la Sala mostre della Facoltà di Architettura di Siracusa, in piazza Federico II di Svevia, sarà presentata la pubblicazione “Il patrimonio degli equivoci – Allarme beni culturali in Sicilia“, del giornalista Antonio Gerbino e dell’architetto Francesco Santalucia (vedi foto di Lucio Ganci).

Alla presenza degli autori, dopo una relazione introduttiva di Giuseppe Voza, presenteranno il libro l’assessore regionale ai Beni culturali Sebastiano Tusa, l’assessore comunale alla Cultura Fabio Granata, il docente universitario Fausto Carmelo Nigrelli, la segretaria per la Sicilia dell’Associazione nazionale archeologi Ghiselda Pennisi.

Coordinerà la presentazione l’inviato de “Il giornale dell’arte”, Edek Osser. Introdurranno l’incontro il sindaco di Siracusa, Francesco Italia e il presidente della Sds Architettura Siracusa, Bruno Messina.

Sono passati oltre quarant’anni dal trasferimento dei poteri in materia di beni culturali dallo Stato alla Regione siciliana, ma la promozione dello sviluppo culturale e la tutela del paesaggio e del patrimonio storico-artistico di fatto sono stati fortemente insufficienti. Il risultato è che uno dei patrimoni culturali più considerevoli al mondo versa oggi in condizioni drammatiche.

Gli autori Gerbino e Santalucia ripercorrono questi quattro decenni, rileggendone la storia ed evidenziandone, attraverso una attenta e certificata ricostruzione di inchiesta, le contraddizioni di una politica che si è rivelata disastrosa.

Nella pubblicazione, si analizza la spesa destinata ai beni culturali, attraverso la lettura dei singoli capitoli di bilancio della Regione siciliana, dalla quale si evincerebbe la creazione di un vero e proprio sistema parallelo che ha foraggiato innumerevoli iniziative rivelatesi fugaci, decontestualizzate e prive di qualsiasi progettualità futura.

Gli autori, andando oltre le analisi, avanzano alcune proposte con l’intento di stimolare una discussione che contribuisca a “invertire la rotta” dando una prospettiva ai tanti giovani che hanno studiato e si sono formati partendo dalla passione per il patrimonio culturale.


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