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Siracusa, insegnanti “esiliati” in sit in al Provveditorato. Chiedono di tornare a lavorare nella loro terra

SIRACUSA – Chiedono di tornare a lavorare nella loro terra dopo alcuni anni di sacrifici e disagi lontano da casa. Gli insegnanti “esiliati” (cosi si definiscono) della provincia di Siracusa hanno tenuto un sit-in di protesta questa mattina davanti alla sede dell’ufficio scolastico provinciale. Una cinquantina di di loro si è ritrovata in viale Tica per una protesta pacifica, culminata con il ricevimento da parte di un dirigente dell’ex Provveditorato agli studi, al quale hanno consegnato n documento dal titolo “Guerra tra poveri nella povera Italia“. Il contratto sulla mobilità dello scorso 2 luglio prevede infatti che sia data la possibilità ai docenti privi di specializzazione che stiano concludendo un corso di specializzazione o che abbiano alle spalle almeno un anno sul sostegno, di chiedere assegnazione provvisoria per ricongiungersi con i propri familiari proprio sui posti in deroga sul sostegno.
“A seguito della legge 107 del 2015, molti insegnanti – spiega Katia Cantone, tra le organizzatrici della protesta – sono stati mandati ingiustificatamente a ricoprire posti di ruolo al nord, bloccando fuori dalla propria regione al contempo i docenti immessi in ruolo prima della “Buona Scuola” . Gli stessi insegnanti che per anni avevano lavorato da precari e avrebbero potuto lavorare, come hanno sempre fatto, nelle proprie province di origine, dove i posti abbondano, ricoprono oggi quei posti utilizzando la tutela dell’assegnazione provvisoria. Su quegli stessi posti potrebbero essere titolari non solo loro, ma anche tutti i precari“.

“La mobilità – le fa eco Letizia Augeri – è fissata al 30% (invece che al 50 o 60 come dovrebbe essere) e favorisce tutti coloro i quali possono contare sulla legge 104. Noi invece siamo costretti a lavorare lontano da casa con tutti i disagi che una situazione simile comporta. Buona parte del nostro stipendio va via tra affitto di casa e continui viaggi da pendolari visto che molte di noi rientrano in Sicilia tutti i fine settimana per vedere la famiglia. E’ una situazione insostenibile alla quale, ci auguriamo, il nuovo governo porrà rimedio. Ci fa ben sperare, da questo punto di vista, l’apertura del ministro Marco Bussetti, sul quale riponiamo la nostra fiducia.

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