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Siracusa, la proposta del consigliere Gradenigo: “Rivedere il Prg. Basta alla logica del tappabuchi”

SIRACUSA – Il consigliere comunale Carlo Gradenigo, esprime il proprio pensiero in merito alla situazione dell’urbanistica e delle costruzioni nella città di Siracusa, partendo dalla vicenda di Villa Abela. Nella riflessione, Gradenigo propone di rimettere mano al Piano regolatore generale, unico modo a suo parere, per proporre una nuova città moderna.

“In questi giorni si discute molto del caso Villa Abela – scrive Carlo Gradenigo – che verrà abbattuta per far posto a un lungo palazzo di 4 piani. Una città, Siracusa dove a fronte di un calo demografico (da 123.000 a 121.000 abitanti) continuano a fiorire centinaia di nuove costruzioni, da Tremilia all’Epipoli, dalla Pizzuta all’Isola. Palazzi, villette a schiera e cooperative edilizie che, complice un PRG totalmente scollegato dalla realtà, hanno modificato il profilo della città, creando nuovi dornitori privi di adeguati e necessari servizi elementari (trasporti, raccolta rifiuti, scuole, parchi, impianti)”.

“Una logica di saturazione urbanistica – prosegue il consigliere comunale – che non tiene conto del fatto che migliorando la qualità della vita dei residenti aumenterebbe proporzionalmente anche il valore commerciale degli immobili stessi. Eppure chi realizza una nuova costruzione versa al Comune delle ingenti somme definite “oneri di urbanizzazione“. Centinaia di migliaia di euro, finalizzati alla realizzazione e mantenimento delle opere di compensazione quali strade residenziali, parcheggi, spazi di verde attrezzato, asili nido e scuole, mercati di quartiere, chiese, impianti sportivi di quartiere, aree verdi di quartiere, centri sociali, attrezzature culturali e sanitarie, impianti destinati allo smaltimento, al riciclaggio o alla distruzione dei rifiuti urbani e alla bonifica di aree inquinate. Basta guardarsi attorno per capire che nulla o quasi di tutto ciò è mai stato fatto in una città dove si definisce Viale la stretta via Zecchino e le poche aree verdi sono abbandonate per assenza di risorse”.

“Alla luce di tutto ciò – ecco la proposta di Gradenigo in conclusione – è logico affermare che sia giunto il momento di rimettere le mani su un PRG scaduto da oltre 5 anni e utilizzare gli oneri di urbanizzazione (dal 2018 destinabili per legge solo alle opere urbanistiche accessorie sopra elencate) per scongiurare definitivamente la logica del tappa buchi che ha ridotto questa città ad un ammasso grigio di cemento!”

 

 

 


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