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Siracusa, molestie olfattive a norma di legge. Ecco i risultati Arpa sulla notte dell’11

SIRACUSA – Sostanze solforate di chiara origine industriale quasi venti volte sopra la soglia di tolleranza indicata nella letteratura scientifica, ma assenti dai tabellari di legge. Il responso dell’Arpa Siracusa, riguardo all’episodio di cattiva qualità dell’aria che dieci giorni fa ha costretto il sindaco Giancarlo Garozzo a presentare esposto in Procura, è tutto sommato una conferma: a Siracusa la puzza di natura industriale è a norma di legge.

La notte tra l’11 e il 12 aprile scorso miasmi erano stati avvertiti e denunciati dalla popolazione attraverso i telefoni di Arpa, vigili del fuoco e polizia municipale. Il sindaco al mattino seguente si era recato in Procura per un esposto. “Per denunciare – aveva spiegato – l’ultimo episodio di odori molesti di natura industriale avvertito da tutta la popolazione. Quanto accaduto – aveva aggiunto – è stato particolarmente grave: ci sono state crisi respiratorie anche tra i bambini e diverse persone si sono recate al pronto soccorso. Non è più tollerabile. È giunto il momento di adottare contromisure”. All’esposto il sindaco, l’assessore Pietro Coppa e il consulente ambientale Giuseppe Raimondo avevano allegato i dati fino a quel momento disponibili, ossia relativi alle sole sostanze che l’attuale legislazione permette di monitorare e delle quali il decreto 155 del 2010 elenca i limiti.

Ma come già denunciato più volte anche dall’Arpa il timore era che a molestare i cittadini dei comuni attorno al petrolchimico fossero state quelle sostanze presenti nei più recenti cicli di lavorazione ma assenti dai tabellari di legge. E oggi è arrivata la conferma. Si tratta di sostanze solforate e si chiamano: metilmercaptano e etilmercaptano. Dalla bassa soglia olfattiva, il forte odore delle due sostanze può causare mal di testa, nausea e vomito. Come detto la loro emissione in atmosfera non è regolamentata da limiti di legge, ma la letteratura scientifica ne quantifica le soglie di tolleranza: per il metilmercaptano, la massima concentrazione tollerabile dei suoi vapori e intorno all’1 mg per mc; per l’etilmercaptano la stessa soglia è di 1,3 mg per mc. Le analisi effettuate dall’Arpa grazie a un campionamento del Comune hanno rilevato che il valore della prima sostanza in atmosfera quella notte era di 12,96; quello della seconda 19,84. Indicativo inoltre il valore registrato a Priolo degli idrocarburi non metanici: 5000 microgrammi per mc su un valore soglia di 200.

“Si tratta di sostanze a bassa soglia olfattiva – ha detto il responsabile del settore Tutela ambientale della ex Provincia Domenico Morello – perciò a queste concentrazioni si sentono e danno molto fastidio. Ma non ci sono limiti e sono tra le sostanze non normate di cui oramai conosciamo l’esistenza”. Un deficit di tutela giuridica, oltre che ambientale e sanitaria, denunciato dalla stessa Arpa lo scorso ottobre al ministero dell’Ambiente e all’Istituto superiore di sanità.

E sul quale è intervenuta pure Legambiente nazionale, attraverso una nota a firma del direttore generale Stefano Ciafani e dei due dirigenti regionali Enzo Parisi e Paolo Tuttoilmondo: “Va adeguata la normativa vigente – dicono – introducendo limiti e valori obiettivo per alcuni inquinanti non normati: è una rivendicazione che ha trovato conforto nella presa di posizione di Arpa Sicilia. Ma nessun intervento concreto ne è seguito. La segnalazione dell’Arpa è rimasta lettera morta”.


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