Politica

Siracusa, rimborsi sisma del ’90. Zappulla: “Servono 300 milioni per soddisfare tutti gli aventi diritto”

SIRACUSA – Aggiungere ai 90 milioni altre risorse per riuscire a comprendere tutti gli aventi diritto al rimborso del terremoto di Santa Lucia. È questo il monito di Pippo Zappulla, del Coordinamento provinciale Art. 1 Mdp Leu di Siracusa, lanciato ai parlamentari del Movimento cinque stelle delle province di Siracusa, Catania e Ragusa.

L’ex deputato nazionale, infatti, ricorda che l’Agenzia centrale delle entrate “sta procedendo, dopo alcuni mesi di incomprensibile sospensione, al pagamento dei rimborsi degli aventi diritto avendo a disposizione solo i 90 milioni di euro previsti con Legge finanziaria del 2015 e solo nella misura del 50 per cento”. Tuttavia, una volta esaurite le risorse, l’Agenzia bloccherà i pagamenti e il rischio sarà che anche “una parte significativa di aventi diritto non avrà neanche quel 50 per cento previsto con la legge dell’agosto del 2017″.

Come risolvere la questione? “Bisogna rifinanziare quel capitolo di bilancio aggiungendo ai 90 milioni già previsti e disponibili altre risorse sufficienti e adeguate – dichiara Zappulla – Dalle simulazioni realizzate dalla stessa Agenzia centrale delle entrate negli anni scorsi necessitano poco più di 300 milioni di euro per soddisfare per tutti gli aventi diritto l’intero ammontare del rimborso. Ho già chiesto e ottenuto la disponibilità del gruppo di Leu a presentare uno specifico emendamento nella ormai imminente Legge finanziaria e di bilancio. Ma Leu è all’opposizione e conta 14 deputati e 5 senatori, al M5s spetta quindi il compito e la responsabilità di presentare l’emendamento e pretenderne l’approvazione”.

Secondo Zappulla “ci sono giacenti più di 63 mila istanze solo nella provincia di Siracusa per una media procapite di più di 6 mila euro a lavoratore-contribuente, stiamo parlando del “migliore reddito di cittadinanza possibile” per offrire una boccata di ossigeno importante e di massa per altrettante famiglie siracusane, catanesi e ragusane”.

Zappulla sposta il discorso anche dal punto di vista legale, perché a suo modo di vedere, se non si dovesse intervenire per tempo con nuove risorse, il rischio del ricorso di massa diventerebbe concreto, perché “pur in presenza di una legge e di istanze presentate entro i termini previsti, c’è chi avrebbe ottenuto il 50 per cento e chi neanche quello. Si aprirebbe un contenzioso legale, giuridico e costituzionale forse il più grave, ampio e vasto dell’Italia repubblicana (parliamo tra Siracusa, Catania e Ragusa di più di 150 mila istanze presentate)”.

(foto di repertorio)


In alto