News

Siracusa, studenti disabili delle scuole superiori senza servizi di assistenza, appelli alla Regione

SIRACUSA – Sono giorni in cui la politica locale, le associazioni interessate e soprattutto le famiglie di studenti diversamente abili si interrogano sui motivi che hanno portato all’avvio di un anno scolastico senza la contestuale attivazione dei servizi Asacom (Assistente all’autonomia ed alla comunicazione dei disabili) e Osa (Ausiliario socio-assistenziale) e trasporto nelle scuole superiori della provincia.

L’ex presidente della commissione Bilancio all’Ars, Vincenzo Vinciullo, si rivolge al Governo regionale, con un appello chiaro: “La Regione faccia immediatamente il proprio dovere e riassegni alla ex Provincia regionale di Siracusa 1.800.000 euro per fare partire il servizio”.

“Con la Legge regionale 8 del 9 maggio 2017, il Governo regionale ha fatto approvare al Parlamento siciliano un provvedimento con il quale vengono previste nuove modalità per l’assegnazione delle risorse agli Enti locali, ma, anziché prevedere un provvedimento ponte per le risorse già assegnate, le ha ritirate, togliendo di conseguenza agli Enti locali, compresa l’ex Provincia regionale di Siracusa, le risorse per fare partire il servizio Asacom”. Questa la situazione secondo l’ex presidente della commissione Bilancio all’Ars.

“La commissione Bilancio, da me presieduta – prosegue Vinciullo – per evitare quello che era accaduto negli anni precedenti e cioè che le risorse destinate alla ex Provincia regionale di Siracusa per l’assistenza fossero utilizzate per altre finalità e di conseguenza gli assistenti alla comunicazione, non essendo stati pagati insieme alla cooperative di cui erano dipendenti, avevano interrotto il servizio, aveva deciso invece che a pagare le cooperative sarebbe stata direttamente la Regione siciliana”.

Per Vinciullo, la situazione “ci spinge a condannare, ancora una volta, l’inerzia e l’incapacità del Governo regionale, che approva una norma e non la adegua a quelli che sono le necessità dei siciliani”, “per cui è sotto gli occhi di tutti quello che sta causando una gestione del tutto inadeguata della cosa pubblica, con le risorse già assegnate dai sottoconti delle ex Province per poi riassegnarle attraverso la Banca d’Italia”.

“È veramente insopportabile l’idea – conclude l’ex parlamentare regionale – che ci siano le risorse assegnate dal 2017 ed oggi il servizio non parte, con i ragazzi e le ragazze che rimangono a casa, perdendo la prima integrazione, quella col gruppo di classe, che è fondamentale, senza tenere conto delle difficoltà a cui vanno incontro le famiglie e tutto ciò accade forse per riuscire, a fine anno, a raggranellare qualche risparmio da poter utilizzare possibilmente in qualche operazione come quella dei 520 milioni di euro spariti per il Canale Galermi e di cui ancora non si riesce a trovare traccia”.

Sul mancato avvio dei servizi Asacom, Osa e trasporto disabili per le scuole superiori della provincia, interviene anche la First, con il neo coordinatore provinciale, Sebastiano Amenta, che decide di scrivere all’assessore regionale della Famiglia e delle Politiche sociali, Mariella Ippolito.

La First (Federazione italiana rete sostegno e tutela dei diritti delle persone con disabilità) fa parte dell’Osservatorio regionale sulla condizione delle persone con disabilità presso l’assessorato regionale.

Amenta riferisce: “Il dirigente del settore (dell’ex Provincia, ndr) lamenta il fatto che la Regione non abbia ancora stornato i fondi destinati all’espletamento di tale servizio, e questo disservizio mina di fatto il percorso scolastico dell’alunno disabile”.

Sulla comunicazione inviata all’assessore regionale Ippolito, aggiunge: “Appellandosi alla sua sensibilità nel risolvere questa spiacevole vicenda, la quale nega dei diritti inalienabili ad alunni disabili, nella pec è stato rimarcato che, qualora il servizio non parta in tempi celeri, l’associazione farà ricorso al magistrato tramite il proprio legale, avvocato Maurizio Benincasa. Si auspica che il tutto si risolva nel più breve tempo possibile, per fare in modo che agli alunni non venga negato il diritto allo studio”.

(foto generica)


In alto