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Siracusa, una giungla in pieno centro. Altra falla nel capitolato ‘Igiene urbana’

SIRACUSA – Erba che cresce copiosa dagli interstizi dei marciapiedi e nessuno la taglia da mesi. In pieno centro cittadino. È quello che sta accadendo in alcune vie che da corso Gelone portano al santuario della Madonna delle lacrime, percorse settimanalmente, oltre che da residenti, da centinaia di turisti e pellegrini. Quanto di più rappresentativo della trascuratezza e con effetti collaterali che l’Asp per tutta l’estate ha chiamato “volanti” (zanzare e insetti di ogni tipo) e “striscianti” (topi, scarafaggi ecc) è uno degli aspetti, non secondari, del caos che negli ultimi mesi sta riguardando l’appalto rifiuti.

Nel nuovo capitolato della cosiddetta “gara ponte” di sei mesi (vinta dalla campana Tekra ma che vede il servizio ancora sotto la gestione in proroga alla ricorrente Igm) mancano infatti alcune strade dal cosiddetto “Piano scerbatura”. Gli allegati relativi a questo piano, che regolamenta appunto il servizio – all’interno dell’appalto di Igiene urbana – del diserbo di strade e marciapiedi, sono due. In uno è descritta la periodicità degli interventi: ci sono aree in cui il servizio viene svolto per otto volte l’anno e aree in cui bastano tre interventi l’anno. Il secondo allegato contiene gli elenchi delle vie. Su strade e marciapiedi nei dintorni di corso Gelone, secondo il piano, andrebbe fatto il diserbo tre volte l’anno: a gennaio, a maggio e a settembre. La zona indicata è la numero 6, ma se si scorre l’elenco delle 53 vie ne manca qualcuna.

Assente di sicuro via Francesco Mauceri, che è l’arteria che unisce via Di Natale a via Del Santuario attraverso via Testaferrata (la strade dell’ospedale). E difatti qui il servizio non viene svolto da mesi. Di sicuro non lo è stato a settembre, come previsto dal piano per le strade adiacenti. Forse neanche a maggio, considerato che già per tutta l’estate l’erbaccia era cresciuta copiosa. E i risultati si possono vedere ancora stamattina. Carenza anche in alcune vie parallele e perpendicolari. Erba alta anche un po’ più a sud dello stradario cittadino, in via Dante Alighieri, la strada che costeggia i cortili delle scuole Rizza e Corbino.

In passato è successo che alcune strade non fossero inserite nel capitolato: “Sono state considerate lavori extra”, come sottolinea lo stesso gestore, e eseguiti cioè su segnalazione del funzionario del Comune. Oggi questo non sta accadendo. È probabile che l’incrinarsi dei rapporti tra gestore e ente stia giocando un ruolo determinante. D’altronde è da tutta l’estate che persiste un braccio di ferro su ogni cavillo che ha reso deficitario il servizio in tutti i suoi aspetti: raccolta, spazzamento e diserbo. Con accuse incrociate azienda-comune-cittadini, discariche a cielo aperto in ogni parte della città e in tutte le zone balneari.

All’origine,si sa, c’è la gara rifiuti annullata dal Cga nel maggio scorso, dopo che un anno prima il Tar l’aveva dichiarata aggiudicata alla Igm. Poi è arrivata la proroga a Igm e infine la gara ponte vinta da Tekra ma impugnata da Igm, che oggi svolge il servizio in proroga. Ma contesta molti aspetti del capitolato provvisorio, come del resto li ha contestati una terza azienda, la Tech, che ha rinunciato a partecipare perché “allo stato – scrisse – non sarebbe realizzabile un servizio adeguato alle esigenze della città. Un servizio che dovrebbe garantire il raggiungimento della percentuale di differenziata richiesta dalla legge, la pulizia/il lavaggio/lo spazzamento delle strade, lo svuotamento e la pulizia dei cestini, il diserbo, il servizio di raccolta porta a porta e tutti gli altri servizi accessori previsti. Si ritiene in tutta coscienza – concludeva Tech – che, considerata la mole degli investimenti da affrontare e la brevità del periodo di gara, Siracusa non potrebbe avere oggi il servizio che merita”.


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