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Situazione personale civile della Difesa, intervista a Paolo Bonomo coordinatore nazionale Cisl-Fp per il comparto

AUGUSTA – Paolo Bonomo, coordinatore nazionale del comparto Difesa della Funzione pubblica della Cisl, ha incontrato questo venerdì mattina, 19 maggio, il personale dell’Arsenale militare di Augusta, accompagnato dai segretari regionale e provinciale Fp Cisl, rispettivamente Gigi Caracausi e Daniele Passanisi, e dal coordinatore regionale Fp Cisl Difesa Salvatore Saraceno, per illustrare le azioni intraprese e gli impegni che il sindacato ha ottenuto dal ministro Pinotti. Ne ha parlato con la redazione de La Gazzetta Siracusana.it.

Bonomo introduce il tema: “Per il ministero della Difesa non opera solo la componente militare, ma anche personale civile, destinatario del contratto collettivo che noi rappresentiamo. È evidente che dalla compresenza di due elementi destinatari del contratto si possono creare contrapposizioni sui rispettivi trattamenti giuridici ed economici”.

Con questa premessa, infatti sono state intraprese le prime mosse per l’apertura della vertenza con il ministero Difesa, già nel dicembre del 2015, che ha visto numerose mobilitazioni a sostegno della battaglia sindacale fino al 5 aprile scorso, quando sono arrivate le prime risposte dal ministro Roberta Pinotti e dal sottosegretario Domenico Rossi, con l’impegno a ridurre il gap retributivo tra i lavoratori del comparto.

Bonomo ci spiega la questione, citando i numeri: “I dipendenti civili del settore Difesa guadagnano il 24 per cento in meno rispetto alla media retribuzioni del pubblico impiego e il 15 per cento in meno rispetto al comparto ministeri. È un divario eclatante, sono i lavoratori che guadagnano di meno nel panorama del pubblico impiego”.

Questi i recenti risultati ottenuti dal comparto Difesa della Fp Cisl e rivendicati da Bonomo: “Il ministro si è impegnata, su nostra sollecitazione, ad inserire una norma con cui si istituisce un fondo di produttività integrativo, non gravando sulle tasse dei cittadini ma razionalizzando le strutture nel bilancio della Difesa per un importo di 21 milioni di euro: significa di fatto un aumento pro capite di 65 euro”.

Ma la battaglia del sindacato non si ferma qui, perché punta al rinnovo del contratto collettivo, che Bonomo spera di poter portare all’incasso “a breve, dopo otto anni di attesa”. La notizia è che nell’incontro con il ministro per la Pubblica amministrazione Marianna Madia sarebbe stato assicurato l’impegno a mandare la direttiva all’Aran.

Bonomo, tirando le somme, riferisce con soddisfazione anche dell’ulteriore impegno ottenuto dal ministro Pinotti sul fronte dello sblocco delle carriere: “Quindi ci sono da una parte il rinnovo del contratto che riguarda tutto il pubblico impiego ed un intervento specifico dei lavoratori civili della Difesa, che non colma tutto il gap ma che è importante. Dall’altra c’è l’impegno per sbloccare le carriere. Si tratta in particolare delle qualifiche più basse di coloro che hanno 30-35 anni di servizio e che non hanno mai avuto possibilità di passare alla categoria superiore. Con la legge Brunetta 150 del 2009 è stata sottratta come materia alla contrattazione e delegificata, e ciò significa che ne è stata bloccata la carriera. L’altro impegno assunto dal ministro Pinotti è di introdurre una norma per sbloccare queste carriere, come fatto per il settore della Giustizia, per arrivare allo svuotamento delle primarie, ossia dare soddisfazione alle qualifiche più basse che percepiscono in atto stipendi più bassi pur svolgendo mansioni superiori”.


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