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Viaggio in Francia, un primato turistico oltre ogni crisi

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Gli eventi internazionali possono condizionare i flussi turistici. Ma l’attrazione per affascinanti città-museo, per il sogno di un certo stile di vita, insita nelle culture di mezzo mondo, come quello del viaggio in Francia, possono consentire di risalire rapidamente la china. E basta osservare le recenti dinamiche che hanno interessato in tal senso il Paese transalpino, prima destinazione al mondo con quasi 90 milioni di visitatori in un anno.

Dopo gli anni bui del terrorismo, la frequentazione turistica era cresciuta del 6,3 per cento nei primi otto mesi del 2018, 13,4 per cento solo nella regione di Parigi. Una ripresa tale che il governo ha dovuto far fronte nella seconda parte dello scorso anno ai rischi legati all’eccesso di turisti a Parigi, studiando una serie di misure che puntassero a spostare i flussi dall’ombra della Torre Eiffel alla provincia.

Secondo l’autorevole quotidiano francese Le Figaro, lo scorso autunno, le autorità transalpine hanno addirittura “preso coscienza della minaccia legata al fenomeno del troppo turismo, che già suscita un rifiuto dei visitatori da parte degli abitanti di Venezia, Barcellona o Santorini”.

Non un’impresa ostica quando leggi la guida di viaggio proposta dai principali operatori internazionali, che evidenzia l’appetibilità dei luoghi laddove i sobborghi lasciano il posto alla campagna francese, alle foreste, ai campi, su cui insistono magnifici manieri, vedi il Castello di Fontainebleau.

La Francia delle regioni fa valere un sistema che funziona, ben oltre Parigi. In Francia è relativamente facile spostarsi: la rete ferroviaria è ben strutturata e, grazie ai treni ad alta velocità, i tempi di collegamento tra i centri principali sono molto abbreviati. La maggior parte delle autostrade sono molto efficienti e a rapido scorrimento.

Quindi si ritagliano spazi importanti nell’immenso flusso turistico in entrata altre ‘capitali’ francesi, in settori di eccellenza quali l’enogastronomia. A partire da Lione, ritenuta la capitale gastronomica del Paese. Le aree che detengono il primato della migliore tradizione gastronomica sono quattro: l’Alsazia, che ha forti legami con la Germania; il sud-ovest, dove si prepara il cassoulet, uno spezzatino con fagioli bianchi, pomodori e salsiccia; le Alpi, dove nacque la fondue, e la Provenza, famosa per la bouillabaisse, gustosa zuppa di pesce originaria di Marsiglia. Ci sono ben poche altre nazioni in cui la gente è così erudita sulla tradizione gastronomica ed enologica del proprio Paese. E, per la più recente sensibilità planetaria verso la cucina d’eccellenza, i percorsi enogastronomici francesi son diventati irrinunciabili.

Tornando a Parigi, è evidente che resta e resterà la capitale più agognata per il suo eccezionale susseguirsi di monumenti, musei e gallerie d’arte, basti pensare ai numeri di Louvre, Torre Eiffel e Centro Pompidou, tra le mete più visitate. Trovandosi peraltro al centro di una regione, l’Île de France, che comprende sobborghi e piccole cittadine, abbellita da castelli, il più importante dei quali è proprio Versailles.

Mete che attraggono anche i turisti italiani, pur adusi al bello e all’antico e alla moltitudine di paesaggi. Basti ricordare ricordare che l’Italia, solo un paio di anni fa, ha rappresentato con oltre 9 milioni di visitatori il quarto Paese di provenienza tra gli arrivi in Francia.


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