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Vicenda “Set impianti”, odissea senza fine

SIRACUSA – Un’odissea senza fine. Prosegue l’incertezza infatti per gli operai metalmeccanici ex “Set impianti” da sei mesi senza alcun sostegno al reddito, nonostante l’accordo per la cessione del ramo d’azienda al “Consorzio Synergo” di Gela, che è impegnato per l’attività di manutenzione all’interno degli stabilimenti di Isab Lukoil, Versalis e Sasol, nel polo industriale di Priolo ed Augusta.

Nel corso della riunione tenuta mercoledì sera nella sede di Confindustria i vertici del Consorzio Synergo avrebbero ribadito di non avere risorse per pagare le spettanze dovute al periodo di inattività dei 123 operai, annunciando peraltro di avere 40 esuberi tra gli operai da licenziare. Un bacino che rientra all’interno delle unità impiegate da una ditta per la fermata degli impianti Isab Nord.

In una lettera inviata ai commissari giudiziali del Tribunale di Catania, La Scola, Caffarelli e Virgillito, uno dei lavoratori ha espresso la preoccupazione e lo sconforto di molti dei colleghi, sollecitando azioni finalmente concrete: “Adesso noi ci chiediamo – si sottolinea nella lettera – è legale tutta questa odissea alla quale ci state sottoponendo da sei mesi. Senza ammortizzatori sociali, senza mezzi di sostentamento (…) Non vediamo alcuna via d’uscita, siamo alla fame e disperati. Solo alcuni stanno lavorando, per pochi, non per tutti. Speriamo vi rendiate conto della catastrofe in cui versiamo e finalmente agiate”.

Ma a tuonare contro il Consorzio Synergo è anche la segreteria provinciale della Fim Cisl, con il suo responsabile Roberto Getulio. “Noi diciamo basta con le modalità adottate da questa azienda e da prenditori più che imprenditori – rileva il segretario generale della Fim Cisl – nei giorni scorsi venti operai sono andati in distacco per i lavori di fermata in corso senza essere stati dotati di indumenti da lavoro, peraltro un’azienda del Consorzio Synergo nel corso di un’assemblea ha assunto atteggiamenti chiaramente antisindacali, volendosi sostituire alle rappresentanze sindacali stesse. Tutti questo comportamenti di chi voleva evidentemente fare business a danno dei lavoratori è stato riferito nel corso della riunione in Confindustria. Tutti questi lavoratori devono tornare a lavorare e devono percepire le spettanze che gli devono essere erogate per il periodo di inattività da maggio ad ora. Per questo attiveremo i nostri legali per tutelare i lavoratori e lunedì convocheremo un’assemblea unitaria per esaminare la situazione e decidere le iniziative da realizzare. I lavoratori dopo quasi sei mesi di assenza nel pagamento di quanto devono avere sono all’esasperazione. La Fim dice basta a questi ritardi ed ad una situazione su cui occorre trovare una soluzione per garantire un futuro a 123 padri di famiglia”.

(Nella foto di repertorio: Tribunale di Catania)


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