
Dopo la mattinata trascorsa con gli studenti, di ogni ordine e grado, protagonisti dei laboratori all’interno del Cumo, il pomeriggio ha lasciato lo spazio alle relazioni di illustri ospiti, anticipati dai saluti istituzionali, quelli appunto del Presidente Capodicasa, con l’annuncio della scoperta, quello del professore Corrado Spataro, che ha evidenziato l’intreccio creato tra l’iniziativa scientifica, con gli autorevoli relatori, e la voglia di riportare attenzione ed interventi sull’ex orto botanico Occhipinti, del Sindaco Corrado Bonfanti, che ha fatto un discorso più ampio sulle zone a verde della Città, come il vicino Parco Fazello, “il Parco delle famiglie”, che sta per essere riaperto alla città con il quale si può immaginare un unicum nella promozione del territorio. Sulla scoperta si è soffermata l’Assessore Cettina Raudino, indicandola come un prezioso tassello per il quale mettere a disposizione una equipe di esperti che possa consentire informazioni e ridonare attenzione e giusto decoro al sito, Poi in questa fase introduttiva ci sono stati gli interventi del consigliere comunale Salvatore Valvo e dell’ex Assessore Pino Genovesi, entrambi protagonisti della riappropriazione dell’orto, da parte del Comune di Noto. Con moderatrice la dottoressa Federica Assenza sono poi iniziati gli interventi dei relatori che secondo più punti di vista hanno parlato della bellezza e dell’intelligenza del mondo vegetale, partendo da Giuseppe Li Rosi, Il futuro della Sicilia nei grani antichi, che ha sensibilizzato i presenti su un nuovo modo di rivedere e reinterpretare le coltivazioni in tutto il mondo e secondo le zone di pertinenza; per proseguire con Javier Marcelo Cabrera (La fotografia del paesaggio tra urbanizzazione e natura); Laura Maria Stancanelli (Protezione del territorio dal dissesto idrogeologico: il ruolo delle piante nella prevenzione e nella mitigazione) che ha anche evidenziato il fondamentale ruolo dell’uomo e dei suoi atteggiamenti nella vita quotidiana. Paolino Uccello e Vincenzo Cascone (Specie autoctone del Parco degli iblei uomini e piante) aspetto scientifico ma anche forte denuncia nei confronti di chi amministra, come se le problematiche ambientali e la protezione di determinate aree, fossero argomenti di scarso valore: ” La Regione Siciliana ha avuto 500 mila euro per l’istituzione di Parchi e mon li ha ancora spesi: non si comprende che il parco è pianificazione territoriale”. Il pomeriggio si è chiuso poi con l’architetto Corrado Papa (Costruire la natura: il verde urbano e l’architettura nel futuro delle città della Sicilia sud orientale), che ha, tra l’altro, plaudito alla volontà manifesta di recuperare l’orto, e Paolo Belloni (I frutti antichi nei moderni giardini di Pomona), preziosissima la sua esperienza e conoscenza per iniziare a capire quali specie l’orto custodisce. Le varie relazioni hanno suscitato parecchia curiosità tra i presenti che spesso sono intervenuti con domande sino ai saluti della moderatrice “Ci auguriamo che la giornata odierna sia stata la scintilla per il giardino e per tutto il nostro territorio”. Grandi ringraziamenti a quanti a vario titolo hanno collaborato nelle due parti della giornata ed agli sponsor tecnici: Ristorante Vicari, Paternò Vini e BirraTarì, ricerca delle tradizioni locali con l’innovazione e la promozione del territorio attraverso le ricchezze enogastronomiche.