
In piazza non si respirava da tempo la ventata di cultura che ieri, 9 luglio, ha pervaso Augusta. Soprattutto perché la Città ha vissuto per una sera l’entusiasmo del teatro a cielo aperto. Sogno irrealizzato per molti, e impegnativa promessa mantenuta dallo stesso Guagliardo. Dopo una breve introduzione della presentatrice Michela Italia e del neo sindaco Cettina Di Pietro, un insolitamente emozionato Guagliardo ha ringraziato i presenti per la partecipazione massiccia.
Si è trattato di qualcosa di nuovo, di diverso, uno spettacolo caratteristico. La storia, infatti, è ambientata in un paese siciliano di fine ‘800 e per un’ora e mezza i cittadini hanno viaggiato indietro nel tempo. È il giorno di Pasqua, e la scena si apre con un coro di voci liriche e un corpo di ballerini che danzano sotto la croce. Turiddu, interpretato dal tenore Giordani, prima di lasciare il paese per il servizio militare, giura il suo amore eterno a Lola. Un anno dopo, al suo ritorno, scopre che la sua amata si è sposata con il carrettiere del paese, Alfio. La vendetta di Turiddu sarà quella di corteggiare la giovane Santuzza, sebbene il suo grande amore sia ancora Lola. Turiddu non perde le speranze e tenta di riconquistare l’amata. Santuzza, delusa dal comportamento di Turiddu, decide di vendicarsi e si reca da Alfio per riferirgli dell’infedeltà della moglie. I due si sfideranno in un duello dove sarà Alfio ad averla vinta. La scena si chiude con le urla di una popolana: “Hanno ammazzato compare Turiddu!”.