SIRACUSA – Una fase intermedia concertata con il territorio in vista di una riforma definitiva che preveda un ulteriore frazionamento della nuova quarta Camera di commercio in Sicilia (le altre tre Palermo-Enna, Messina e Catania): è questo, in sostanza, l’auspicio dei rappresentanti provinciali delle principali associazioni di categoria aretusee, che commentano con moderato ottimismo la decisione del Governo di accorpare le circoscrizioni camerali di Siracusa e Ragusa a quelle di Agrigento, Caltanissetta e Trapani.
Un ottimismo derivato dallo scioglimento di fatto della super Camera di commercio del sud-est, istituita nel 2015 e segnata da polemiche, che ha visto Siracusa e Ragusa accorpate a Catania sotto la presidenza del catanese Pietro Agen, mentre adesso la nuova Camera di commercio ”a cinque” sarà traghettata dal commissario siracusano Massimo Conigliaro, di recente nomina da parte del ministro Giorgetti.
“Se questa riorganizzazione prelude alla possibilità di ottenere una quinta camera – ci riferisce Elio Piscitello, presidente di Confcommercio Siracusa nonché vicepresidente regionale – credo che la riforma sia da accogliere con favore. Se invece dovesse essere questo l’ultimo stadio, la considererei insoddisfacente. Gli svantaggi infatti sarebbero di gran lunga superiori ai vantaggi perché si metterebbero insieme province con interessi economici diversi, distanti tra loro e in una regione che presenta notevoli problemi legati alla mobilità. Ecco perché ritengo che tutti i territori coinvolti debbano unirsi per raggiungere l’obiettivo di un ulteriore frazionamento. Non è per nulla scontato, ma la circoscrizione camerale Siracusa-Ragusa sarebbe la più adatta per difendere gli interessi delle aziende del territorio. La battaglia intrapresa dai nostri quattro parlamentari (Prestigiacomo, Raciti, Ficara e Minardo) deve continuare perché il traguardo finale deve essere un altro. Lo impongono ragioni di natura logistica ed economica”. Altro punto importante quello riguardante la durata dei commissariamenti. “Chiediamo che non superino i 6-8 mesi – aggiunge Piscitello – il tempo strettamente necessario per redigere un rendiconto in modo da rendere autonome le circoscrizioni, separando economicamente Siracusa e Ragusa da Catania. Poi la gestione ordinaria delle Camere di commercio dovrà essere restituita alle associazioni di categorie che, per legge, sono legittimate, in quanto rappresentanti dalle imprese, alla loro conduzione. Sarebbe un brutto segnale se entro il 2022 non si votasse per gli organismi camerali. Qualcuno potrebbe immaginare che sia un modo per la politica di controllare le Camere di commercio e non credo che questo possa essere il senso della riforma”. Se comunque, questo riordino non dovesse prevedere ulteriori sbocchi, Confcommercio è pronta ad accettarlo. “Non faremmo salti di gioia ma – sottolinea Piscitello – non marceremmo contro e ci impegneremmo per rappresentare gli interessi di Siracusa all’interno di questa grande camera a cinque. È chiaro che l’eventuale scelta di Trapani (perché provincia con il maggior numero di aziende iscritte) come sede principale, comporterebbe disagi per un consigliere camerale di Siracusa, che dovrebbe viaggiare per circa 4 ore, attraversando tutta la Sicilia, il tutto tenuto conto anche del fatto che dalle prossime elezioni i rappresentanti saranno ridotti di un terzo. Siracusa non avrà più di 5 consiglieri e questo significherà che alcune associazioni di categoria del nostro territorio non saranno rappresentate”.
Per Giuseppe Vasques, presidente di Confesercenti Siracusa, “si apre una sfida nuova che ha come incertezza il fatto che sono state accorpate cinque Camere di commercio che incidono su territori completamente diversi l’uno dall’altro. Un capitolo nuovo di cui non è facile prevedere gli sviluppi. Un primo passo è stato fatto con lo scorporo da Catania, che ora avrà una camera tutta sua, come prevede la legge Madia. Certo, non sarà semplice per cinque province così diverse stare insieme ma bisogna che si collabori per raggiungere risultati importanti. Massimo Conigliaro gestirà la fase di transizione, è la persona giusta al posto giusto. Esaurito il suo compito, occorrerà puntare alla costruzione di una Camera forte, anche se la speranza è quella che si possa procedere a un ulteriore scorporo, per mettere insieme territori più omogeni”.
Sulla stessa falsariga la posizione di Rosanna Magnano, presidente di Cna Siracusa. “È il primo passo – afferma – verso il riconoscimento delle diversità e specificità economiche dei territori siciliani. L’accorpamento delle province di Siracusa, Ragusa, Trapani, Agrigento e Caltanissetta pensiamo sia solo una condizione di passaggio. Ci auguriamo quindi di avere presto la possibilità di un confronto nelle sedi opportune per proseguire la valutazione di questo assetto e renderlo più consono e adeguato alle esigenze di crescita e sviluppo per la nostra provincia, soprattutto in questo periodo di difficoltà economiche e con un Pnrr da poter accogliere e sfruttare al meglio. Auspichiamo un ulteriore frazionamento della Camera a 5, che veda le province di Siracusa e Ragusa separate dalla Sicilia centroccidentale per evidenti differenze economico-territoriali e per un più snello e agevole approccio alle esigenze della Sicilia sud orientale. Saremo sempre disponibili per la creazione di un nuovo corso nell’interesse di artigiani, commerciali e piccole imprese”.
Enzo Rindinella, presidente di Confcooperative Siracusa, commenta: “L’accorpamento di Siracusa e Ragusa a questa maxi Camera di commercio ritengo possa essere un processo positivo per rivedere tutta l’organizzazione camerale nell’isola. Tutto questo è il frutto della revisione della legge Madia che ha prodotto solo malcontento”. La Camera di commercio allargata, a giudizio di Rindinella, va in una direzione ben precisa. “Non potremo avere la quinta Camera e dunque auspico che questo possa essere l’inizio di una riforma profonda e rispettosa dei bisogni dei territori e delle imprese, ciò che è mancato con il precedente step. Certo, si sono messi insieme territori che hanno caratteristiche diverse e sono distanti tra loro e dunque non sarà un processo facile da portare avanti. Bene, per iniziare, la nomina dei commissari, come primo atto di questo nuovo e complicato percorso. Mi auguro che il loro compito si esaurisca in sei mesi. Per quanto riguarda noi, Conigliaro è una persona qualificata per poter svolgere questa funzione e ritengo che abbia qualità e competenze necessarie per fare bene il proprio lavoro”.
