La Gazzetta Siracusana

A Siracusa immobile confiscato alla mafia diventa accademia sartoriale per giovani ex detenuti

SIRACUSA – In un immobile confiscato alla mafia vede la luce una Accademia sartoriale per giovani a rischio, dedicata cioè a ragazzi appena usciti dai circuiti penali o ad alto rischio di marginalizzazione.

Si tratta dei locali di via Bainsizza 145, riqualificati e attrezzati nell’ambito del progetto “Le Tele di Aracne“, nato grazie al finanziamento del Pon legalità e alla collaborazione del Ministero dell’Interno.

L’inaugurazione è fissata per la mattina di giovedì 21 dicembre e saranno presenti il prefetto di Siracusa, Raffaela Moscarella e il sindaco Francesco Italia, insieme al direttore dell’ufficio locale di Esecuzione penale esterna di Siracusa, Stefano Papa e al direttore dell’ufficio Servizio sociale per minorenni di Catania, Roberta Montalto. L’Accademia sartoriale sarà dedicata a Mario Francese, il giornalista siracusano ucciso dalla mafia a Palermo nel 1979, e a suo figlio Giuseppe che aveva solo 12 anni quando il padre venne assassinato e che da grande lottò con determinazione per portare alla sbarra gli assassini del padre, riuscendoci.

Il progetto si è snodato attraverso diverse fasi: l’intervento di riqualificazione e di ristrutturazione dell’immobile, ampio circa 100 metri quadri per piano, l’acquisto e la messa in opera di arredi e attrezzature, e infine, la direzione, il coordinamento e il monitoraggio di un centro per il contrasto ai fenomeni di devianza di giovani ad alto rischio.

L’immobile è suddiviso in tre ambienti: l’Ufficio Stile, dove verranno progettati e rielaborati i capi d’abbigliamento e gli accessori; c’è poi la Sartoria, un’area da lavoro attrezzata con dieci postazioni; infine lo Showroom, dove verranno esposti tutti i capi creati per la vendita al dettaglio.

L’Accademia sartoriale sarà dunque un laboratorio, un luogo creativo, dove stilisti, sarti, artigiani, amanti del cucito insegneranno ai giovani soggetti svantaggiati come dar nuova vita a capi di abbigliamento ormai dismessi e che, tuttavia, conservano, per la qualità dei tessuti o dei materiali, un fascino indiscusso tutto da riscoprire.

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