La Gazzetta Siracusana

Caso appalti sanità, nessuna misura cautelare per ex dg Asp Siracusa. “Dimettermi è stata scelta dolorosa”

SIRACUSA – A un mese dall’autosospensione da direttore generale dell’Asp di Siracusa, seguita dalle dimissioni volontarie, l’ingegnere Alessandro Caltagirone interviene attraverso una nota stampa diffusa dai suoi legali, a seguito dell’ordinanza emessa ieri dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Palermo, che ha rigettato la richiesta di misura cautelare degli arresti domiciliari avanzata dalla Procura nell’ambito dell’inchiesta sui presunti “appalti truccati” nella sanità siciliana, collegata al cosiddetto “sistema Cuffaro”.

Secondo quanto riportato nella nota, il gip Carmen Salustro avrebbe escluso la presenza di gravi indizi di colpevolezza a carico dell’ormai ex direttore generale dell’Azienda sanitaria provinciale. Nell’ordinanza viene affermato che “Non emergono […] gravi elementi idonei a comprovare l’asservimento da parte del pubblico ufficiale della sua funzione in favore degli interessi manifestati dai privati, né la dimostrazione di mera disponibilità a compiere in futuro atti contrari ai doveri del proprio ufficio, né ancora l’esercizio della propria influenza sui commissari di gara“. Inoltre, ulteriore stralcio del provvedimento riportato nella nota stampa, “neppure si rintracciano indici tipicamente sintomatici dell’esistenza di un pactum sceleris… essendo, anzi per contro, ravvisabili, come chiarito, elementi di segno contrario, espressivi di un netto distacco da parte del pubblico ufficiale, rispetto alle richieste avanzate dai privati e avallate da terzi“.

Gli avvocati Pietro Canzoneri e Giuseppe Seminara sottolineano che l’ordinanza riconoscerebbe come Caltagirone abbia “mantenuto comportamenti conformi ai doveri istituzionali, non ha ceduto ad alcuna pressione, né ha mostrato disponibilità a favorire interessi privati“.

Nella nota, l’ex direttore generale dell’Asp aretusea affida a una nuova dichiarazione, dopo un mese di silenzio, il proprio punto di vista sull’ipotesi accusatoria relativa a un suo coinvolgimento: “In tutta la mia esperienza professionale ho sempre cercato di operare nell’interesse esclusivo dei pazienti, dei più fragili e della comunità che ho servito con dedizione. Queste settimane sono state per me motivo di profonda sofferenza: chi svolge un ruolo pubblico con senso di responsabilità sente il peso di ogni decisione e di ogni parola, soprattutto quando in gioco c’è la credibilità dell’istituzione e il lavoro di tanti professionisti. Sapere che il mio nome è stato accostato a vicende lontane dal mio modo di essere e di operare è stato, umanamente, un dolore profondo“.

Ricorda anche le ragioni che lo hanno portato a lasciare l’incarico: “La scelta di autosospendermi e poi di dimettermi è stata tra le più dolorose della mia vita, perché significava interrompere un impegno che consideravo una missione. Tuttavia, ho ritenuto fosse un atto necessario, per rispetto verso la Magistratura e per tutelare l’Azienda, affinché potesse continuare a operare senza alcuna ombra o interferenza“.

Nel passaggio conclusivo della nota, Caltagirone accoglie con sollievo le valutazioni del Gip: “Accolgo con sollievo i passaggi dell’ordinanza che riconoscono la correttezza del mio operato e la distanza da qualsiasi ipotesi di illecito. Confidando sempre nella Magistratura, affronterò le fasi successive con fiducia e serenità, nella consapevolezza di aver sempre agito per il bene dei più deboli e della sanità pubblica. È questo, e solo questo, ciò che ha sempre guidato le mie scelte“.

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