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Arresto di due sindacalisti, intervengono i segretari provinciali di Cgil, Fiom, Cisl e Uil

SIRACUSA – Ha destato grande clamore in provincia la notizia odierna dell’arresto di Roberto Getulio e Marco Faranda, segretari generali per Ragusa-Siracusa dei sindacati dei metalmeccanici rispettivamente della Fim Cisl e Uilm Uil (vedi articolo).

I due sindacalisti, attualmente ristretti nella casa circondariale di Cavadonna, sono indagati per una presunta estorsione ai danni degli imprenditori della “Synergo consorzio”, la società gelese che mesi fa ha rilevato all’asta giudiziaria la “Set impianti” di Augusta.

Sono intervenuti a commento degli arresti nel pomeriggio i responsabili dei sindacati, a partire da Paolo Sanzaro, segretario generale della Ust Cisl. “Siamo fiduciosi nell’operato della magistratura e degli investigatori. L’Organizzazione è fuori da questa vicenda – ha affermato – ci auguriamo che si faccia chiarezza e che Roberto Getulio chiarisca personalmente la sua posizione”.

“Noi siamo stati, restiamo e saremo sempre distanti da queste logiche che non appartengono al Cisl – ha proseguito Sanzaro – che ha, come unica missione, la difesa del lavoro e dei lavoratori. A conferma di questo è giunto immediato il provvedimento di sospensione cautelativa da tutti gli incarichi ricoperti per Getulio da parte della Fim nazionale”.

Dello stesso tenore il commento del segretario territoriale Uil, Stefano Munafò. “Siamo amareggiati per quanto accaduto ma allo stesso tempo fiduciosi nell’operato della magistratura e degli investigatori – ha affermato – Naturalmente ciò che è successo non intacca l’integrità e la moralità della nostra organizzazione che chiaramente rimane fuori da questa vicenda”.

“La Uil ha da sempre avuto una sua linea di condotta e il nostro augurio è quello che Marco Faranda chiarisca personalmente la sua posizione – ha aggiunto Munafò – A conferma di quanto sottolineato è giunto immediato il provvedimento di sospensione cautelativa da tutti gli incarichi ricoperti per Faranda da parte della Uilm nazionale”.

Anche i segretari generali di Cgil e Fiom Siracusa, rispettivamente Roberto Alosi e Antonio Recano, intervengono attraverso una nota congiunta.

“È inevitabile che certi episodi lascino l’amaro in bocca! La vicenda giudiziaria che vede coinvolti i sindacalisti Getulio e Faranda è del tutto personale, pur se consumata nell’esercizio del ruolo di tutori dei lavoratori – sostengono – ma proprio per questo rischia di gettare ombre sull’operato del sindacato in generale. E così non è! Non temiamo smentita di sorta quando affermiamo che il sindacato è sempre stato baluardo e presidio di legalità”.

“Non intendiamo entrare nel merito di una storia tutta giudiziaria il cui prosieguo ed esito è di rigoroso appannaggio della magistratura – concludono Alosi e Recano – ma ci corre l’obbligo difendere chi opera onestamente tutti i giorni e che non merita altro che rispetto, e che  peraltro ha già preso le distanze da situazioni che sono ben lontane dalle logiche di lavoro e della difesa dei lavoratori”.

(Nella foto di repertorio: casa circondariale di Cavadonna)


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