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Augusta, costituzione di un comitato popolare promosso da Fratelli d’Italia

Costituito ad Augusta il Comitato popolare aperto per fermare la paventata realizzazione del centro di accoglienza per immigrati clandestini che da fonti di stampa avrà sede presso la ex “Foresteria” della Marina Militare sita in via X Ottobre, in pieno centro storico. Il Comitato è promosso dal movimento politico di Fratelli d’Italia e mira a superare le barriere partitiche garantendo rappresentanza al proprio interno ai numerosi residenti e negozianti del centro storico legittimamente preoccupati dalle già note ripercussioni sociali ed economiche, ed estendendo l’invito a quei movimenti politici che intendano prima o poi assumere una posizione chiara sul tema. Nonostante gli annunci del ministro Alfano di chiudere l’operazione Mare Nostrum, l’unica novità che si registra è il solo “affiancamento”, come dichiarato ai vertici europei, dell’oscura operazione Triton. Nei fatti, il porto commerciale di Augusta è ancora destinazione designata di sbarchi quotidiani di migliaia di sbandati. Fratelli d’Italia ad Augusta si oppone ormai da un anno sia alle folli operazioni di traghettamento che hanno introdotto in Italia oltre 160.000 immigrati sia al razzista sistema dell’accoglienza. Mentre negli ultimi mesi dalle cronache sono giunte quelle conferme che hanno legittimato l’opposizione su entrambi i fronti. Sul primo fronte, la follia delle suddette operazioni è stata certificata perfino da autorità internazionali e nazionali, con particolare riguardo alla lesione del diritto alla sicurezza e alla salute dei cittadini italiani: l’Isis avrebbe infiltrato terroristi sui barconi organizzati dagli scafisti, come emergerebbe prima dalle relazioni dei servizi segreti e più recentemente dal fascicolo aperto dalla Procura di Palermo; inoltre, accertati i casi di scabbia e tubercolosi, si è constatato che l’ebola non era una fantasia ma un virus mortale la cui diffusione è da settembre ufficialmente “fuori controllo”, per usare le parole del presidente Obama (che per arginarla ha deciso di investire 750 milioni di dollari). Sul fronte parallelo, il sistema dell’accoglienza ha mostrato una nuova forma di razzismo: sistema generoso e ipocrita verso il business miliardario dei centri per migranti, portatore di affari (sporchi) per pochi e degrado per tutti; sistema immobile e menefreghista verso i vecchi e i nuovi poveri italiani (oltre sei milioni di cittadini).
Il Comitato popolare intende difendere a oltranza la nostra terra e i nostri concittadini. Si è già affrontata e si è vinta la prima battaglia per chiudere il centro emergenziale per clandestini delle “Scuole Verdi”, chiuso dopo mesi di interrogazioni comunali e parlamentari da parte di Fratelli d’Italia e dopo una petizione popolare con oltre duemila firme. Questa seconda battaglia inizia con la presentazione odierna di un’interrogazione scritta ai Commissari Straordinari che amministrano il Comune, con la quale si chiede di chiarire la posizione dell’Amministrazione in merito all’eventuale destinazione dell’ex “Foresteria” della Marina Militare a centro di accoglienza per clandestini. Anche alla luce del documento d’intesa prodotto dalla Conferenza Unificata del 10 luglio c.a., che escluderebbe dal programma di ripartizione regionale degli immigrati sbarcati in Italia sia i “Comuni colpiti da terremoti che rientrano nel cratere sismico” sia i “Comuni interessati da sopravvenute situazioni di emergenza”. La proposta alternativa del Comitato è semplice e prevede l’impiego degli stessi fondi statali per recuperare l’edificio in oggetto e destinarlo a centro ricreativo-culturale per associazioni giovanili o a sede degli uffici pubblici di servizi al cittadino che fino ad oggi sono stati chiusi o rischiano la chiusura per cifre irrisorie.