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Augusta, stamattina l’ultimo Ammaina Bandiera delle corvette Danaide e Urania

danaide [1] nave urania [2]

Augusta – Alla presenza dell’Ammiraglio Filippo Maria  Foffi comandante della squadra Navale della Marina Militare, si è svolta la cerimonia dell’ammaina bandiera delle corvette Danaide e Urania. La cerimonia si è svolta presso la suggestiva cornice della banchina torpediniere “Tullio Marcon” ed erano presenti le autorità civili e militari della nostra provincia. Prima della cerimonia di Ammaina Bandiera ha preso la parola il comandante di Nave Danaide e nave Urania. Nave Danaide e Urania sono corvette della classe Minerva costruite ed allestite da Fincantieri a metà degli anni ’80. Nel corso della loro vita operativa hanno navigato percorrendo una distanza equivalente a circa 36 volte la circumnavigazione del globo terrestre. In quasi trent’anni di onorata carriera queste due unità hanno solcato senza soluzione i mari metropolitani per assolvere con successo a svariate missioni operative e addestrative. Hanno in particolare effettuato missioni di pattugliamento, sorveglianza e difesa costiera, di controllo dei flussi migratori di supporto alla scuola comando navale, cooperazione internazionale con le marine rivierasche del Mediterraneo. Il momento dell’ultimo ammaina bandiera è un evento significativo nella vita di ogni unità navale.

Nel suo intervento il comandante della squadra navale Ammiraglio Filippo Maria  Foffi ha detto: “ La cerimonia di oggi è un momento importante per la tradizione marinara a conferma della vicinanza delle istituzioni, della città di Augusta, della Sicilia alla Marina Militare. Con questa solenne cerimonia rendiamo il nostro riconoscente omaggio a due corvette della classe Minerva prima serie, nave Danaide e nave Urania, inquadrate nel comando squadriglia Corvette alla dipendenza di Comforpat che a sede qui ad Augusta. Due unità che nel loro diuturno operoso e silenzioso lavoro hanno servito la Nazione e sono state in questi anni protagonisti attive nella storia della nostra Marina e più in generale dell’Italia e del Mediterraneo. Ed è per tale ragione che la loro uscita dalla squadra navale non sarà irrilevante. La Marina e anche l’Italia da oggi perderanno altre due preziose sentinelle nel bacino del Mediterraneo. Un Mediterraneo che continua – prosegue l’alto ufficiale – ad essere tormentato ed afflitto dalle crisi e dagli squilibri sociali che imperversano nei paesi rivieraschi. Un Mediterraneo che continua a vedere la Marina Militare e tutti i suoi uomini, insieme ad altre forze europee protagonisti attivi nell’esercizio del controllo degli spazi marittimi di interesse, nella salvaguardia della vita umana in mare e nella protezione degli interessi nazionali. In questo contesto gli equipaggi delle unità navali di Comforpat e la base di Augusta sono intensamente coinvolte fin dall’inizio dell’operazione Mare Nostrum nelle operazioni umanitarie insieme a tutti gli altri corpi dello Stato alla magistratura e alle organizzazioni di volontariato governative e non governative al fine di contribuire ad innalzare il livello di sicurezza in alto mare e le capacità di intervento umanitario per scongiurare ulteriori tragedie del mare a cui anche di recente abbiamo purtroppo dovuto assistere, e garantire nel contempo la capacità di colpire ogni tipo di illegalità e in particolare il traffico di migranti. Ho palato degli equipaggi – aggiunge l’Ammiraglio Foffi – e ho parlato della base di Augusta. Gli equipaggi di Augusta per me sono un motivo di continua emozione, commozione ed orgoglio. Tutti gli equipaggi della squadra navale sono importanti. Abbiamo delle navi molto più grandi di quelle che sono qui rappresentate ad Augusta però gli equipaggi di Augusta non sono secondi a nessuno. La base di Augusta ed in particolare la città di Augusta che per noi sono importanti e che per la Nazione è esempio. Questa attività che viene condotta senza soluzioni di continuità e con un imponente coinvolgimento di Comforpat ha consentito di portare in salvo decine di migliaia di uomini, donne e bambini. Ma anche assicurato alla giustizia centinaia di cosiddetti mercanti di morte. La grande determinazione degli equipaggi delle navi della Marina Militare, lo spirito umanitario, il grande senso di responsabilità con cui tutti continuano ad operare sono motivo di orgoglio nazionale e storico esempio per le altre nazioni. Con il vostro impegno, il vostro costante entusiasmo, la determinazione, la concretezza, l’umiltà con cui operate avete sempre dato evidenza al Paese di grande professionalità ed umanità. La cerimonia dell’ultimo ammaina Bandiera è sempre un momento malinconico perché suggella l’ultima pagina della storia di ogni nave. Una storia fatta di equipaggi, di uomini, donne che hanno operato con passione e che sbarcando portano via l’anima stessa della nave”.