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Autoporto di Melilli, ipotesi integrazione con il porto di Augusta per l’agroalimentare del sud-est

AUGUSTA – Rafforzare i settori della logistica e dei trasporti con una connessione diretta con il porto commerciale di Augusta, anche attraverso l’autoporto di Melilli. Se ne è discusso, lunedì mattina, nella sede di Augusta dell’Autorità di sistema portuale (Adsp) del mare di Sicilia orientale. Lo rende noto il vicepresidente della commissione Trasporti alla Camera, Paolo Ficara.

Durante il confronto incentrato sulle attività di potenziamento del porto commerciale, il parlamentare siracusano si è soffermato sulla “possibilità di intercettare nuove rotte per la logistica dell’agroalimentare del sud-est siciliano. Ed in questo, l’autoporto è struttura in posizione strategica ma incredibilmente dimenticata e non sfruttata per quella che doveva essere la sua funzione originaria”.

Una posizione condivisa dal presidente nazionale di Federterziario logistica e servizi, Enzo Rindinella, che ha preso parte all’incontro con i vertici dell’Adsp. “L’autoporto di Melilli, integrato al porto di Augusta, sarebbe un punto di riferimento perfetto per le imprese dell’agroalimentare, dalla zona sud di Ragusa sino alla parte nord della provincia di Siracusa – ha detto a margine della riunione – Logisticamente è ideale per le politiche di export delle aziende locali che potrebbero così mirare a nuovi mercati e ad una maggiore capacità di concorrenza quanto a costi. Una rete di gestione affidata ai privati, con il controllo pubblico, permetterebbe subito di trasformare quel deserto in un punto vitale anche per l’economia”.

“Durante il sopralluogo all’autoporto – ha riferito Ficara – abbiamo purtroppo dovuto prendere atto della mortificazione delle grandi potenzialità di quella struttura, utilizzata al momento né più né meno che come deposito da parte della Protezione civile per l’emergenza Covid-19. Come se già non bastasse la sua travagliata storia ed il momento complesso vissuto dall’ente proprietario, l’ex Consorzio Asi in liquidazione, non esattamente attento alle sorti di questo suo pezzo pregiato. È subito evidente che, per la sua posizione e per le infrastrutture presenti al suo interno, questo autoporto può diventare un produttore di sviluppo e benessere solo se integrato al porto di Augusta”.

“Rientra peraltro nelle zone Zes e potrebbe quindi beneficiare subito di risorse per investimenti, in modo da implementare le strutture presenti – ha aggiunto il vicepresidente della commissione Trasporti alla Camera – Auspico che l’Autorità di sistema portuale si faccia promotrice di un tavolo tecnico che metta a confronto parti pubbliche, a cominciare dalla Regione, e attori privati, per chiedere una attenta valorizzazione dell’autoporto. Senza perdersi in chiacchiere, serve una volontà chiara e definita che si traduca nel giro di poche settimane in fatti concreti per portare finalmente a conclusione una storia infinita che rischia altrimenti di essere solo l’ennesima vergogna siciliana”.

Intanto procedono le operazioni già in corso per la valorizzazione del porto commerciale di Augusta, quali la costruzione della nuova banchina container e l’avvenuto finanziamento con il Pnrr del collegamento ferroviario all’interno del porto.