Cronaca

Blitz antimafia tra Catania e Siracusa, 25 misure cautelari: estorsioni nella filiera agroalimentare, armi e droga

LENTINI – Venticinque misure cautelari personali sono state disposte nell’ambito di una vasta inchiesta coordinata dalla Procura distrettuale di Catania e condotta da unità specializzate del Nucleo Pef-Gico della Guardia di finanza di Catania, insieme al Servizio centrale investigativo sulla criminalità organizzata (Scico) e al Nucleo investigativo dei Carabinieri di Siracusa.

Secondo quanto reso noto dalla Procura, i destinatari dei provvedimenti sono ritenuti gravemente indiziati, a vario titolo e in concorso, di una serie di reati tra cui associazione per delinquere di tipo mafioso, illecita detenzione di armi da guerra e comuni da sparo, percosse, trasferimento fraudolento di valori, estorsione, riciclaggio, rapina, traffico organizzato di sostanze stupefacenti e spaccio. Per alcuni degli indagati viene inoltre contestata l’aggravante dell’agevolazione mafiosa.

I soggetti coinvolti risultano originari, complessivamente, 14 di Lentini, 4 di Carlentini, 2 di Catania, 1 di Augusta, 1 di Francofonte, 1 di Palagonia, 1 di Maniace.

Al centro di una parte dell’indagine vi sarebbe, secondo la ricostruzione degli investigatori, la struttura del clan Nardo, con epicentro a Lentini e ramificazioni nella zona settentrionale della provincia di Siracusa, storicamente indicato dagli inquirenti come affiliato alla famiglia catanese Santapaola-Ercolano.

Le attività investigative avrebbero consentito di raccogliere elementi indiziari, tra l’altro, su presunte condotte estorsive ai danni di operatori economici della filiera agroalimentare, con particolare riferimento ai settori del trasporto e della commercializzazione degli agrumi, nonché nei confronti di imprese coinvolte nell’esecuzione di opere appaltate da società a controllo pubblico.

Gli investigatori ritengono inoltre di avere acquisito elementi relativi al tentativo di assumere il controllo dello spaccio di sostanze stupefacenti nei territori interessati.

Un secondo filone riguarda invece un ulteriore sodalizio catanese, che la Procura indica come legato alla famiglia di Cosa nostra Santapaola-Ercolano e che sarebbe stato attivo principalmente nel traffico organizzato transnazionale e nello spaccio di cocaina, marijuana e hashish, con approvvigionamenti che, secondo l’ipotesi investigativa, avrebbero interessato anche la Spagna.

Nel corso delle investigazioni sono state eseguite numerose perquisizioni personali, domiciliari e veicolari. La Procura riferisce che tali attività hanno condotto all’arresto in flagranza di cinque persone per detenzione di armi, munizioni e sostanze stupefacenti e al sequestro di una pistola, munizionamento vario e circa due chilogrammi di droga, tra cocaina, hashish e marijuana.

Contestualmente è stato eseguito anche un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca, disposto dal Gip, riguardante complessi aziendali, quote societarie, beni mobili e immobili e disponibilità finanziarie per un controvalore complessivo stimato in circa 5,5 milioni di euro. Secondo l’impostazione accusatoria, tali beni sarebbero stati, a vario titolo, funzionali alle attività contestate, oggetto di intestazioni fittizie oppure, per alcuni indagati, ritenuti sproporzionati rispetto ai profili reddituali di origine lecita.

L’operazione ha visto impegnati oltre 250 militari, tra Carabinieri del Nucleo investigativo di Siracusa, personale dello Squadrone eliportato Cacciatori “Sicilia” e del 12° Nucleo elicotteri di Catania, finanzieri del Nucleo Pef di Catania e dello Scico, reparti territoriali, unità cinofile e personale del reparto aeronavale.

(Foto di copertina: repertorio)


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