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Calciomercato A, l’Inter deve sciogliere il nodo Vidal: le possibilità del campione cileno

L’Inter è al lavoro per trovare una sistemazione ad Arturo Vidal, il centrocampista cileno approdato all’Inter un anno fa per la seconda stagione di Antonio Conte, quella scudettata. Non ci sono dei top club europei in vista e si raffreddano anche le piste sudamericane.

Se ci fosse un addio con i nerazzurri, adesso guidati da Simone Inzaghi, pare che potrebbero esserci anche dei riflessi sulla fruizione dei benefici del decreto Crescita connessi da parte del club. C’è anche questa valutazione in un calciomercato estivo frenato dalla crisi pandemica, ma che vede comunque quotidiane cessioni, risoluzioni e quindi quel calciomercato che porta molti tifosi anche a scommettere sui vari spostamenti. Il sito www3.sitiscommesse24.com è ad esempio un indicatore su quanto sia calda la stagione delle compravendite.

Decisioni e indecisioni

È un nodo molto intrigato quello di Vidal e bisogna fare una corsa contro il tempo. Il giocatore si sta preparando ad Appiano dove è arrivato il 26 luglio e il percorso che porterebbe al suo addio è pieno di intoppi ed ostacoli.

Il club nerazzurro non si muove dalle sue decisioni e pare che i vertici siano disponibili a considerare ogni formula che vada dalla cessione alla risoluzione. Ma il centrocampista tergiverserebbe, così le varie alternative scemano giorno per giorno.

L’impasse deriverebbe sia dagli interessamenti che non sembrano pervenire dal Sudamerica sia dal mercato statico e povero. Oltre a questo bisogna anche pensare alle sfumature legali e contrattuali che vanno esaminate con molta attenzione. Un’attenzione legata ai benefici fiscali che sono previsti del decreto Crescita.

Si pensa alla ripartenza

Subito dopo il primo allenamento al Suning Training Center con i suoi compagni, Vidal afferma sul profilo Instagram che “si ricomincia carichi”. Ultimamente gli è stata data un’etichetta di “esubero” ma il cileno è ad oggi senza ombra di dubbio un giocatore dell’Inter.

Ha in mano un contratto che termina il prossimo anno per 6,5 milioni netti e mantiene un’ambizione che lo spinge a confrontarsi ad alti livelli. Il pensiero di un addio anticipato potrebbe concretizzarsi pertanto solo a fronte di un’alternativa di prestigio a livello economico e sportivo.

Le opzioni sono poche

Voci circolano e parlano di un interesse da parte del Boca e Flamengo ma nessuna conferma dall’Argentina e dal Brasile. Delle fonti vicine al club parlano di altro e si riferirebbero al problema economico.

Il cileno risulta essere fuori dalla portata per il suo alto ingaggio, a meno che non sia disposto a ridurlo. Nessun seguito fino ad ora per i contatti avuti con l’entourage del giocatore relativamente ad un arrivo da svincolato.

La prova che questo sia possibile viene collegata al fatto che il Flamengo ha orientato i suoi interessi verso nomi come Rafinha, Mendes e Kenedy che hanno dei costi più contenuti. Ancora più freddo il contatto del Boca, che non ha a disposizione un budget come quello dei brasiliani.

Il decreto Crescita

Niente si muove nemmeno dai club europei o almeno da quelli che piacciono al giocatore. Se il cileno restasse a Milano, rischierebbe però di rimanere ai margini nella prossima stagione ed è un lusso che a 34 anni non si può permettere facilmente.

La situazione non è semplice né per l’Inter né per il giocatore e vanno valutati bene sia i pro che i contro. Il contratto del cileno porta la dirigenza dell’Inter a considerare i problemi del decreto Crescita. Questo condiziona sotto il profilo della previsione dei due anni di contratto per fruire dei benefici fiscali.

I due anni del cileno però scadono a settembre 2022 e solo in quel momento si può attivare il bonus, e nello stesso momento si avrebbe anche l’opzione di un altro anno di contratto.


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