La Gazzetta Siracusana

Caso ‘collette’ ex assessori Avola, Luca Cannata (Fdi): “Surreale, indagato per aver fatto politica con risorse mie”

AVOLA – La Procura di Siracusa avrebbe aperto un’inchiesta sulle “collette” organizzate ad Avola tra il 2017 e il 2022 per finanziare l’attività politica della maggioranza a sostegno dell’allora sindaco Luca Cannata. Secondo quanto riportato oggi dal quotidiano La Sicilia, gli indagati sarebbero sei, tra cui l’attuale deputato nazionale di Fratelli d’Italia, vicepresidente della commissione Bilancio della Camera.

L’indagine prenderebbe le mosse dalle denunce di alcuni ex assessori comunali, già emersa nei mesi scorsi sul piano politico e mediatico, e riguarda l’ipotesi che quelle collette interne a un gruppo politico possano configurare i reati di “appropriazione indebita” e “falsità ideologica”.

Alla diffusione della notizia, stamani, Cannata ha replicato attraverso un comunicato stampa. “Leggendo oggi i giornali scopro che sarei indagato. Ecco, questa è l’unica vera novità, perché la vicenda era già nota: nasce da un attacco di alcuni ex assessori e ne avevamo già parlato mesi fa, quando ho avuto modo di rispondere in modo chiaro e trasparente a ogni accusa e falsità. Nulla di nuovo, quindi. L’unico elemento inedito – sottolinea il deputato nazionale – è che lo apprendo dalla stampa, con modalità che lasciano perplessi e che ovviamente dispiacciono, ma che non cambiano la sostanza”.

Il parlamentare definisce la vicenda “surreale”: “Oggi, paradossalmente, per alcuni fare politica a spese proprie è diventato un reato. Dietro questa vicenda ci sono ex assessori e avversari politici che non hanno mai accettato la mia crescita e il consenso costruito in modo sano e concreto sul territorio. Trasformare in reato le collette, e dunque il fatto che ognuno di noi abbia contribuito di tasca propria per fare politica, significa stravolgere la realtà: non c’è stata alcuna forzatura, ma soltanto la normale vita interna di un movimento che si è sempre finanziato con contributi liberi e volontari”.

Cannata sottolinea come le raccolte fondi abbiano rappresentato “pratiche trasparenti e volontarie, con cui per anni abbiamo sostenuto iniziative, eventi e attività politiche senza mai gravare un solo euro sulle casse pubbliche, oggi trasformate in un pretesto per montare un caso mediatico e giudiziario”.

Infine, ribadisce la sua disponibilità verso gli inquirenti: “Sono indagato non perché abbia preso soldi o tangenti, ma perché per fare politica – insieme al mio gruppo – ho messo risorse mie, di tasca mia. Un paradosso che si commenta da solo. Come ho sempre fatto, sono ovviamente a disposizione degli organi inquirenti se e quando dovesse servire, certo che verrà fatta piena chiarezza su quella che fin dall’inizio è stata una semplice e normale colletta interna al gruppo”.

Exit mobile version