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Ciclone Harry, nel Siracusano danni per 405 milioni. Dichiarato stato di emergenza nazionale

SIRACUSA – Dopo il violento passaggio del ciclone mediterraneo Harry, che il 20 gennaio ha colpito duramente anche il Siracusano, entra nella fase operativa la macchina per la gestione dell’emergenza e dei primi interventi di ripristino per i danni subiti dalle strutture pubbliche e dagli immobili privati.

Con la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale (per dodici mesi) deliberata dal Consiglio dei ministri ieri, 26 gennaio, si apre formalmente il percorso che porterà, nelle prossime settimane, alla ricognizione puntuale dei danni e all’attivazione delle misure di sostegno per enti locali, imprese e privati cittadini. La richiesta al governo Meloni era stata avanzata dal governo regionale già il 22 gennaio, a seguito dei gravi effetti prodotti dal ciclone su gran parte della Sicilia ionica.

Secondo una prima stima ufficiale della Protezione civile, i danni complessivi nella sola provincia di Siracusa ammontano a circa 405 milioni di euro, così suddivisi: 65 milioni per viabilità e servizi essenziali; 26 milioni per infrastrutture portuali; 51,5 milioni per strutture pubbliche; 196 milioni per versanti, consolidamento delle coste e opere idrauliche; 58,5 milioni per attività produttive private; circa 8 milioni per somme urgenze. Numeri che fotografano un impatto particolarmente rilevante sui territori costieri, sui collegamenti infrastrutturali e sull’economia turistica.

Nel frattempo, i Comuni del Siracusano si stanno organizzando per consentire ai cittadini danneggiati di avviare in tempi rapidi le pratiche necessarie per gli interventi urgenti sugli immobili privati. In quest’ambito, gli enti locali stanno attivando procedure straordinarie, con modalità e termini diversi.

Sul fronte delle risorse finanziarie, il ministro per la Protezione civile, Nello Musumeci ha annunciato che il governo Meloni ha deliberato 100 milioni di euro complessivi a valere sul Fondo per le emergenze nazionali, destinati a Sicilia, Sardegna e Calabria, per i primi interventi. I presidenti delle Regioni interessate sono stati nominati commissari delegati con ampi poteri di deroga.

Per quanto riguarda la Sicilia, il presidente della Regione Renato Schifani, pertanto neo commissario per questa emergenza, ha precisato che alle risorse statali (33 milioni per la Sicilia, a seguito di ripartizione) si aggiungono 70 milioni di euro già stanziati dal governo regionale, portando a 103 milioni le somme immediatamente disponibili per la fase emergenziale.

Lo stanziamento rappresenta il primo passo di un percorso e un segnale di solidarietà per le popolazioni colpite – ha dichiarato Schifani – Dopo l’ordinanza per le deroghe seguiranno altri decreti per stanziare fondi aggiuntivi“.

Schifani ha inoltre richiamato la necessità di una nuova politica di tutela delle fasce costiere dal momento che “è cambiato l’ecosistema ed è un nostro obbligo, come istituzioni – ha detto – quello di adeguarci e potenziare la prevenzione“, sottolineando come le mareggiate eccezionali rappresentino ormai un rischio strutturale per molti Comuni costieri siciliani.

Nella prima fase, come ribadito dallo stesso presidente della Regione, l’attenzione sarà concentrata sugli interventi di emergenza e sulla messa in sicurezza, per poi passare alla ricostruzione e alla rifunzionalizzazione delle infrastrutture, seguendo il nuovo quadro normativo introdotto dalla legge nazionale n. 40 del 2025.

(Nella foto di copertina: mareggiate del 21 gennaio al Faro di capo Santa Croce, ad Augusta)


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