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Come viaggiare da Catania a Palermo

Da Catania a Palermo, dalla Sicilia orientale a quella occidentale, dalla costa ionica a quella tirrenica. Un viaggio che cela insidie per via delle infrastrutture vetuste ma che risulta necessario quotidianamente a migliaia di utenti.

Per lavoro o per turismo sono diverse le opzioni di trasporto, che però devono fare i conti con quei circa 200 chilometri di autostrada che collega il capoluogo etneo al capoluogo della Regione. Un’infrastruttura, l’autostrada A19, completata nel 1975, gestita dall’Anas e, per fortuna, priva di pedaggio. Ma non sono poche le insidie legate a diversi restringimenti di carreggiata, in particolare sui viadotti che attraversano la Sicilia centrale.

Periodicamente l’ente competente dispone interventi di manutenzione, ordinaria e straordinaria, e si registrano inevitabili disagi alla circolazione veicolare. All’inizio dell’estate, ad esempio, è stato avviato un cantiere per la sostituzione di barriere, spartitraffico, cordoli in calcestruzzo e canali di scolo nel tratto palermitano tra Villabate e Bagheria, in direzione di Catania, che ha causato per i conseguenti restringimenti di carreggiata code e rallentamenti fino a inizio agosto.

Un’autovettura, con traffico regolare, può percorrere l’itinerario tra Catania e Palermo in circa due ore e mezza, spendendo mediamente poco più di 20 euro di carburante. Ma difficilmente i tempi vengono rispettati, specie se ci si imbatte nel traffico alle ore di punta sul fronte della tangenziale di Catania o su quello di viale della Regione Siciliana, Sud Est, all’ingresso di Palermo. Quest’ultima infatti costituisce l’unica via di comunicazione veloce tra l’autostrada A19 Palermo-Catania e l’autostrada A29 Palermo-Mazara del Vallo.

Novità degli ultimi anni è il car pooling, nel nome della mobilità sostenibile e della ricerca di ulteriore economicità. Si tratta della possibilità, previa registrazione a siti specializzati che hanno spopolato anche in Italia, di convetturaggio, ovvero di mettere a disposizione la propria auto per un tragitto determinato a 3 o 4 passeggeri, che prenotano il “passaggio” sul sito. Il costo per passeggero è fissato attraverso i suddetti siti. Così anche Catania-Palermo diventa un viaggio sostenibile, riducendo potenzialmente la congestione del traffico veicolare, e molto economico, affrontandolo con la spesa di appena una decina di euro.

Ma il mezzo preferito alternativo all’autovettura resta probabilmente il treno Palermo Catania [1], che con il “Regionale veloce” consente di coprire la distanza in tre ore, dalla stazione di Catania centrale a quella di Palermo centrale. E con un costo contenuto, trattandosi di 13,50 euro per tratta.

Gli autobus rappresentano un’altra opzione consolidata e particolarmente gradita agli utenti, con tempi di percorrenza leggermente inferiori al treno, potendo avvicinarsi ai tempi previsti per le autovetture purché in presenza di traffico regolare, ma con costi similari a quelli per il treno.

Esisterebbe nella stagione estiva perfino l’opzione del volo aereo, con un impegno di spesa superiore a 100 euro per tratta, tra l’aeroporto Fontanarossa di Catania e l’aeroporto Punta Raisi di Palermo, attualmente operato da una compagnia danese, che impiega comunque due ore e mezza facendo scalo sull’isola di Pantelleria.