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Fecondazione eterologa al via pure in Sicilia, numero verde all’Ospedale Cannizzaro

fecondazione assistita [1]Ci siamo. Tra una settimana, così come previsto, dopo la Toscana, il Lazio e l’Emilia Romagna, anche la Sicilia si adegua alle esigenze delle coppie infertili che chiedono di accedere alla fecondazione eterologa, offrendo a queste coppie la possibilità di accedere alle tecniche di procreazione medicalmente assistita (Pma) anche di tipo eterologo usufruendo del rimborso del Servizio sanitario. Da lunedì prossimo, 2 febbraio, infatti, anche le coppie siciliane – già circa mille quelle in liste di attesa da mesi – che hanno problemi di infertilità e che desiderano accedere alla fecondazione eterologa in Sicilia potranno farlo a carico del Servizio sanotario. Queste coppie dovranno attendere, quindi, ancora 8 giorni, data in cui è prevista l’apertura alle procedure di fecondazione eterologa assistita nei centri pubblici e privati. I centri a cui le coppie potranno rivolgersi per effettuare la fecondazione sono 12, di cui 4 pubblici e 8 privati.

Capitolo tariffe: ancorFecondazione eterologa1 [2]a l’assessorato alla Salute non le ha predisposte. Sembra che entro questa settimana dovrebbero essere divulgate per evitare che l’attività di fecondazione eterologa parta con un handicap: sarebbe una beffa. Le coppie che si rivolgeranno ai centri pubblici potranno fare riferimento al Servizio sanitario nazionale. Per ulteriori informazioni sui costi della fecondazione eterologa in Sicilia, però, come sottolineato, bisognerà attendere ancora una settimana, quando verranno rese note le tariffe e le modalità attraverso cui le prestazioni sanitarie verranno erogate.

L’assessore alla Salute, Lucia Borsellino, ha commentato la vicenda come un passo in avanti, una opportunità di crescita per il sistema sanitario siciliano, che potrà finalmente offrire alle coppie colpite da infertilità un aiuto concreto, «nella più ampia accezione del concetto di benessere individuale e collettivo». Ci sono novità sostanziali che le coppie siciliane potranno prendere in considerazione. A cominciare dalla scelta, da parte dell’assessorato alla Salute, dell’azienda ospedaliera “Cannizzaro” di Catania come centro capofila. Nel nosocomio etneo sarà istituito un numero verde sia a scopo solidaristico (offerta di donazione di gameti maschili e femminili) sia per permettere la realizzazione di un centro unico di prenotazione regionale per le coppie che necessitano della fecondazione eterologa.

Altra novità rimbalza da Palermo ed è la creazione di un unico centro per la procreazione medicalmente assistita per le aziende ospedaliere “Villa Sofia-Cervello”, azienda ospedaliera universitaria Policlinico ed Asp (ospedale Ingrassia Palermo).
Finalmente, quindi, le coppie siciliane potranno rimanere nell’Isola e non saranno costrette a “emigrare”. Sono circa 5mila le coppie siciliane che ogni anno, infatti, ricorrono ai trattamenti di fecondazione assistita, dei quali circa 2mila vengono effettuati in altre regioni. In Sicilia operano 36 centri di cui 7 pubblici e 29 privati.
Quelli autorizzati, come detto prima, sono dodici in tutta l’Isola – 4 pubblici e 8 privati – e sono quelli che in atto già effettuano l’omologa.

Nel frattempo l’assessorato ha emanato anche i criteri di regolamentazione dell’attività dei Centri di procreazione medicalmente assistita, in particolare di tipo eterologa. Il provvedimento recepisce gli indirizzi operativi contenuti nel “Documento sulle problematiche relative alla fecondazione eterologa” approvati dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e definisce le modalità con le quali i centri siciliani pubblici e privati accreditati come centri di Pma opereranno all’interno di un network regionale coordinato da una “cabina di regia” istituita all’assessorato alla Salute con funzioni di monitoraggio e verifica degli standard qualitativi e quantitativi dei Centri e delle prestazioni erogate.

In particolare, la “cabina di regia” dovrà fissare i criteri di autorizzazione preventiva al trattamento Pma fuori regione a carico del Servizio sanitario regionale; fissare i criteri perché si possa svolgere un monitoraggio dell’appropriatezza prescrittiva dei farmaci oggetto di nota Aifa 74 (Agenzia italiana del farmaco) anche ai fini di controllo dei costi sostenuti; effettuare il monitoraggio, la verifica ed il controllo delle attività in tema di procreazione assistita, valutando altresì le performance dei centri pubblici e privati accreditati con valutazione della qualità del servizio e delle prestazioni erogate e con definizione di un’apposita griglia, com’è stato spiegato in assessorato, per la valutazione della “customer satisfaction”.

Per quanto riguarda la selezione dei donatori, la donazione è consentita ai soggetti di sesso maschile di età non inferiore ai 18 anni e non superiore ai 40 anni e ai soggetti di sesso femminile di età non inferiore ai 20 anni e non superiore ai 35 anni. La selezione di un donatore dovrebbe essere effettuata da un team composto da un endocrinologo-urologo con competenze andrologiche e biologo, con possibilità di consulenza da parte di un genetista ed uno psicologo, sotto naturalmente la consulenza del responsabile sanitario di ogni centro autorizzato.