Politica

Floridia, Antonio Caccamo eletto presidente del Consiglio comunale. Bordonaro: “Ieri sera è finita la democrazia”

FLORIDIA – Il Consiglio Comunale di Floridia ha un nuovo Presidente. Si tratta del Consigliere Comunale Antonio Caccamo, eletto nelle fila della coalizione di Orazio Scalorino. Caccamo è alla sua quarta legislatura consecutiva. Il consigliere Caccamo ha ricevuto 9 voti (5 della coalizione di Orazio Scalorino e 4 voti da parte dei consiglieri Carianni, Beltrami, Gozzo e Guardo che appoggiano il sindaco Limoli).  7 le schede bianche che sono state votate dai consiglieri: Bordonaro, Tata, Piricò, Gallo, Carpinteri, Cianci, Infalletta.  Da questo voto è emerso anche la spaccatura di sei consiglieri Gallo, Bordonaro, Carpinteri, Cianci, Piricò e Tata che fino ad ieri sera erano nella maggioranza del Sindaco Limoli.

Alla vicepresidenza è stato eletto il consigliere comunale Davide Gozzo della lista Cambiala con 11 voti mentre 5 sono state le schede bianche.

Appena Eletto il neo Presidente del Consiglio Comunale  ai consiglieri comunali ha detto di essere il Presidente e il garante di tutti i consiglieri comunali.  “I quattro mandati per me sono un momento di orgoglio – dichiara Antonio Caccamo – perché metterò la mia esperienza a disposizione della città e di tutto il consiglio comunale. Voglio precisare che questa è una soluzione istituzionale che permetterà alla città di lavorare e sono sicuro che noi come consiglio comunale opereremo per il bene della città. Valuteremo attentamente le proposte dell’amministrazione e questo consiglio comunale darà le risposte che la città merita”.

Il consigliere Gaetano Vassallo del Pd ci ha dichiarato: “Noi siamo contenti che la coalizione vincitrice delle elezioni abbia accolto il nostro appello se pur tra mille peripezie però è un riconoscimento anche alla serietà politica di questo gruppo che probabilmente ha perso le elezioni amministrative ma sicuramente non ha perso la voglia di fare una buona politica rispettando quelle che sono le regole della buona politica”.

Di parere contrario i consiglieri Bordonaro e Cianci i quali dichiarano: “Ieri abbiamo assistito alla fine della democrazia, si sono fatti accordi e come al solito sono stati tenuti nascosti ai consiglieri che poi avrebbero dovuto votarli. Si comunica un accordo già stipulato con l’opposizione e come ultima battuta solo perché confermiamo la nostra linea a votare un Presidente appartenente alla nostra coalizione, chiunque esso sia, ci si risponde che se non eseguiamo gli ordini, così come i soldatini fanno con il proprio generale, possiamo uscire dalla stanza del signor Sindaco, Giovanni Limoli, e non rientravi più… Grande riconoscenza, e soprattutto grande senso di democrazia del signor Sindaco per i suoi eletti, che in campagna elettorale sono stati sempre al suo fianco e lottato per ottenerne i consensi… Noi non accettiamo ricatti da persone che professano di essere libere e che invece limitano la libertà di altri con le loro imposizioni”.

“Credevamo di esserci candidati in un movimento – aggiungono – che includesse persone di varia ideologia, destra, centro, sinistra, uniti da un progetto comune per la città ed in cui si potesse esprimere liberamente il proprio pensiero, invece veniamo ingabbiati in logiche partitiche che non ci appartengono e veniamo coinvolti senza saperlo in un giro di segreterie provinciali, regionali, e in un bellissimo colpo grosso ben riuscito dallo schieramento Scalorino. Burgio si genuflette a Scalorino e prendiamo atto di questa nuova bella maggioranza. Crediamo che siano stati accontentati tutti i cittadini…perchè alla fine Burgio, Scalorino e Limoli sono diventati tutti parenti….e come si dice…vissero felici e contenti…”.

Il sindaco  Gianni Limoli nel suo intervento ha detto: Oggi ho stabilito un primato ho perso sei Consiglieri comunali alla prima seduta consiliare. Venerdì abbiamo assistito a qualcosa di strano, la mia proposta è stata accolta dalla minoranza e non dalla maggioranza, perché c’è qualcuno che vuole sempre di più. Ma ci sono regole importanti di apparentamenti, ma anche di amicizia e non si può, all’improvviso, abbandonare tutto. La scelta di parlare con l’opposizione l’ho fatta con voi, siete stati voi a darmi mandato, non mi sono mai mosso in segreto. Non ho paura di dimettermi se dovessero mancare le condizioni di governabilità”.


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