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Floridia, convegno sulla riforma costituzionale e la legge elettorale

Floridia – “La riforma Costituzionale e la legge elettorale. Rischio deriva autoritaria del sistema politico italiano è stato il tema del convegno che si è svolto nell’aula consiliare del comune di Floridia. Il convegno è stato organizzato dal movimento di Primavera Floridiana e il Comitato giuristi siciliani per il NO al referendum costituzionale.

Dopo i saluti del segretario di primavera floridiana è intervenuto Emanuele Faraci referente provinciale del comitato giuristi siciliani per il No.

Nel suo intervento Emanuele Faraci ha detto: “ I nostri padri costituenti, da buoni ingegneri, si preoccuparono di dare solide fondamenta alla nostra costituzione, che rappresenta la pietra miliare su cui è stata costruita la nostra democrazia. E’ chiaro che in questi anni alcuni pilastri su cui è costruita la nostra democrazia e, quindi la nostra Costituzione hanno manifestato delle crepe. Tali crepe sono il segnale che la nostra Costituzione necessita di un adeguamento strutturale a quelle che sono le esigenze le società odierna e alle relazioni internazionali, soprattutto con riferimento alla Comunità Europea. Questa è una riforma – aggiunge il professionista floridiano – prodotta da un parlamento eletto con una legge elettorale “il Porcellum” dichiarato incostituzionale, e, quindi , delegittimato. Per questi ed altri motivi, pur nella convinzione dell’opportunità di interventi riformatori della nostra costituzione, ci sentiamo di esprimere un netto e convinto No a questa riforma Costituzionale”.

Per l’avvocato Ezechia Paolo Reale: “ Per me i motivi sono tantissimi ma certamente il merito principale è quello di creare una repubblica non più equilibrata fra poteri cioè dare dei poteri praticamente straordinari ad un unico organo in un momento storico in cui questo può essere un pericolo effettivo per la democrazia e per i cittadini. Avere la possibilità di avere un uomo solo al comando non solo governa ma determina gli eletti in parlamento, determina i giudici della Corte Costituzionale, determina i rappresentanti del CSM e determina il Presidente della Repubblica, vi rendete conto che esce una Costituzione completamente stravolta da quell’equilibrata che i padri costituenti ci hanno consegnato”.

Il Prof. Piraino ha dichiarato: “Le ragioni tecniche per votare non sono molteplici. Innanzitutto ragioni che attengono al merito delle modifiche apportate al testo Costituzionale. Modifiche che come è noto riguardano l’intero assetto costituzionale della Repubblica e soprattutto che attengono ai rapporti fra le Istituzioni della Repubblica, lo Stato, le Regioni, gli enti locali. Poi all’interno della organizzazione dello Stato modifiche che riguardano fra il parlamento e governo e rapporti che attengono al parlamento. Questi diciamo che sono le parti più  significative della riforma. In tutti questi aspetti gli interventi fatti sono degli interventi che a prescindere dall’obiettivo che intendono perseguire che si può condividere o non condividere. Io non lo condivido cioè un obiettivo di accentramento in capo allo Stato di tutti i poteri di indirizzo politico e di legislazione e all’interno degli organi dello Stato in capo al governo spogliando il parlamento di una premiazia politica che gli spetta in virtù della sua rappresentatività del corpo elettorale a prescindere da questi obiettivi che per me sono inaccettabili ma non è questo il punto principale della motivazione del no. La motivazione principale del No e che nel modificare questi obiettivi si fa oggettivamente un papocchio. Nel senso che da istituzioni che oggi si può dire che non funzionano si passa ad istituzioni a un nuovo modello di istituzioni che non funzionerà sicuramente. Bisogna votare No per obbligare le forze politiche a fare una iniziativa dopo il voto del referendum, di un’assemblea costituente che garantisca la riforma   secondo la costituzione senza la preoccupazione di scrivere delle norme che garantiscano i deputati o i senatori che devono approvare”.