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Floridia, i consiglieri Bordonaro e Tata spiegano perché sono stati “dimessi” dal sindaco

FLORIDIA – I consiglieri comunali del gruppo Autonomisti  ed ex assessori della Giunta Limoli Tiziana Bordonaro e Giuseppe Tata hanno spiegato in consiglio comunale il loro allontanamento dall’Amministrazione comunale guidata dal Sindaco Gianni Limoli che nel mese di novembre ha revocato le deleghe assessoriali ai due consiglieri comunali.

“E’ chiaro che dopo i continui attacchi del Sindaco sui social non si può far finta di niente ed è giusto fare chiarezza alla nostra città senza fare demagogia e urlare bugie solo per salvarsi la faccia. Credo  – dichiara la consigliera comunale  Tiziana Bordonaro – che oramai i tempi siano maturi e che la gente sia nelle condizioni di capire da dove pende la verità e soprattutto di comprendere la vera coscienza di chi ci amministra. Gli attaccati alle poltrone siedono nella giunta appena nominata, che se ne sono fregati del lavoro svolto in questi mesi e che andava completato, battendo i pugni sul tavolo invocando l’assessorato e subito. Ma di quale riequilibrio di maggioranza parla il Sindaco, qual è ad oggi la sua maggioranza, vorremmo saperlo tutti chi sono i consiglieri che gli sono rimasti. Noi gli abbiamo detto sempre che eravamo disposti a fare non uno ma due passi indietro, per il bene della collettività”.

“Raccontiamo come sono avvenuti i fatti. Lunedì 19 novembre eravamo in riunione per discutere sugli equilibri di bilancio e mi sono permessa di chiedere il rinvio della trattazione a mercoledì 21 novembre poiché avevamo un incontro con i revisori dei conti per fare un’analisi sulla situazione dell’ente e quindi quale migliore occasione per discutere sulla delibera degli equilibri di bilancio insieme a loro. Considerata la drastica situazione in cui versa l’ente  ritenevo opportuno confrontarmi con i revisori prima di deliberare le variazioni di bilancio, proprio perché a mio modesto avviso quando viene a mancare la copertura del Fondo crediti dubbia esigibilità rispetto alla percentuale stabilità dalla legge, quando mi viene notificata dal Responsabile del servizio finanziario, – afferma- una lettera stilata dal Responsabile dell’avvocatura che fa riferimento ad un contenzioso piuttosto elevato e parliamo di circa 1.600.000 per i quali non era previsto alcun fondo contenzioso, di quali equilibri dovevamo parlare.  In quell’occasione telefonai al Presidente dell’organo di revisione, erano circa le 14, che diede la sua piena disponibilità alla trattazione per mercoledì 21 novembre. Ebbene il giorno seguente, quindi martedì 20 novembre apprendiamo la notizia di azzeramento della giunta del Sindaco dai giornalisti a mezzo stampa. Questo è il modo di operare di un Sindaco che tiene a cuore la sua città, e la sua maggioranza… Ma davvero si può pensare che il Sindaco, solo perché Sindaco possa trattare così delle persone che rivestono un ruolo istituzionale, che lo hanno sostenuto in campagna elettorale e che hanno collaborato con lui”.

“Un Sindaco revoca a mezzo stampa i suoi assessori e poi pretende che rimangano in maggioranza con lui. E’ chiaro che ognuno di noi ha la propria dignità e ci sono modi di operare che non trovano alcuna giustificazione, così come non trova giustificazione un cambio di assessori per motivi politici. Vorrei che il Sindaco spiegasse alla gente, questo, che significa motivi politici. Il signor Sindaco ha anteposto le sue motivazioni politiche e aggiungerei personali agli interessi dell’intera collettività. Non ha considerato il lavoro in itinere degli assessori e tagliato una linea come se niente fosse, fregandosene dei progetti per la collettività, del momento economico delicato del nostro paese e alle porte di una scadenza importante, quella del 30 novembre relativa agli equilibri di bilancio, revoca i 2 assessori, di cui io, la sottoscritta stava lavorando proprio per questa delibera. Ci siamo trovati dinanzi all’ennesimo rimpasto di giunta, che dimostra ancora una volta la discontinuità e l’instabilità di questa Amministrazione: è stata una scelta scellerata, che noi non abbiamo condiviso e che per’altro non c’è stata neanche notificata, di un Sindaco inadeguato a ricoprire codesto ruolo. Sul manifesto politico ed evidenzio la parola politico, fatto affiggere dal Sindaco, dal titolo “L’amministrazione LIMOLI informa”, lì veramente stendiamo un velo pietoso. Forse sarebbe stato più azzeccato il titolo “l’Amministrazione Limoli disinforma”. Il consigliere Tata chiede delucidazioni sulla natura del manifesto, poiché ha tutte le caratteristiche di un manifesto politico e non informativo, su cui chi lo fa affiggere, e in questo caso il Sindaco, avrebbe dovuto pagare la tassa di affissione. Oltre a informare in modo errato i cittadini sull’emendamento presentato in aula, vi sono delle valutazioni personali e soggettive che dimostrano che lo stesso non è un manifesto informativo. A parte il fatto che l’esito della votazione riportata è errata, quindi si evince una disinformazione, in quanto tra i voti contrari accanto a quelli designati mancano quelli del Consigliere Cianci, del Consigliere Carpinteri, del Consigliere Tralongo e del Consigliere Di Mauro. Il manifesto fa riferimento a un comportamento definito ridicolo del consigliere Bonanno che non avrebbe votato l’emendamento   nel punto “mettere in sicurezza le plafoniere” per poi presentare una richiesta urgente per la manutenzione delle plafoniere dell’Istituto A. Volta. Il manifesto parla di un emendamento presentato in aula e non accompagnato da alcuna relazione che ne spiegasse gli interventi…Nessuno degli assessori ha relazionato in aula né sugli equilibri di bilancio, né sul dettaglio di questi investimenti… E il Sindaco era troppo impegnato ad occuparsi dei suoi problemi politici anziché di quelli del paese tanto che invece di relazionare in aula era andato al convegno del PD. Ma evidentemente è questo il modo di dimostrare il suo interesse per la città. Dopo è facile additare e accusare gli altri che responsabilmente hanno fatto il loro dovere e hanno eseguito le indicazioni dell’organo di revisione al fine di iniziare a sanare una situazione che è diventata difficile e spero che il Sindaco inizi a comprenderlo. Per finire l’Amministrazione ha dimostrato la sua incoerenza anche nel piano rifiuti: viene presentato un piano rifiuti che non corrisponde al tanto acclamato caretta caretta, sostenuto in campagna elettorale soprattutto dal neo assessore Milo Giarratana; nonostante questo eravamo felici di trattarlo in aula, ma  a quanto pare  è stato ritirato dall’Amministrazione Comunale in seguito ad un iter procedurale non corretto: si continua a perdere tempo e l’Amministrazione continua a giocare sul servizio di raccolta rifiuti, nonostante la città da questo punto di vista si trovi in condizioni pietose. Sulla richiesta di chiarimenti in merito alla realizzazione dell’opera in pietra attorno alla base dell’albero di Natale, il Responsabile alla manutenzione risponde di non aver mai ordinato a qualcuno di eseguirla e pertanto non è in grado di produrre alcun impegno di spesa…Il solito modo di operare alla carlona. Un’impresa, anche se opera a titolo gratuito deve comunque avere un affidamento dei lavori e soprattutto i requisiti per lavorare in piena sicurezza. Attendiamo chiarimenti in merito.  Anche l’Unione dei Comuni con il Comune di Solarino è saltata. Abbiamo subito un recesso unilaterale senza aver avuto la possibilità di trovare una soluzione con i colleghi consiglieri del comune di Solarino. L’Unione dei Comuni avrebbe rappresentato una grande risorsa per la gestione di alcuni servizi che poteva essere sfruttata considerato il momento delicato e di crisi economica che i Comuni stanno attraversando. Detto ciò ribadisco che la politica è una cosa seria, amministrare un paese non è uno scherzo, finitela quindi di giocare con i bisogni della gente e fare i bambini capricciosi perché il paese non ha sicuramente bisogno di questo”.

Di altro spessore e più gravi le dichiarazioni del consigliere comunale Giuseppe Tata: “Il sindaco di Floridia attraverso la nostra complicità voleva liberarsi del consiglio comunale, chiedendoci di non votare il consuntivo. Al nostro no ci ha buttati fuori dalla maggioranza. Qualche giorno prima del 6 Novembre data dell’arrivo del consuntivo in aula, il sindaco Limoli mi chiese di convincere tutto il gruppo a non votare e quindi a bocciare il conto consuntivo, con il fine di poter amministrare tutto il mandato senza la presenza del consiglio comunale che già in quel periodo non permetteva di approvare con serenità tutti gli atti. Il sindaco nei giorni successivi all’azzeramento della giunta dichiarò alla stampa che si sarebbe aspettato che serenamente avremmo fatto un passo indietro dimostrando di non essere attaccati alla poltrona, mentre a me aveva promesso la mia postazione in giunta per tutto il mandato. Dopo 24 ore e dopo essermi confrontato con il gruppo, cosa che lui non voleva e che preferiva che avrei imposto dall’alto, ho notificato a Limoli che non potevamo non votare il consuntivo. Non avrei mai sconfessato il lavoro della nostra assessora al Bilancio, Tiziana Bordonaro e per rispetto dell’organo di rappresentanza popolare”.