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Floridia, “Il potere: grazia o disgrazia”: conferenza del prof. Rocco D’Ambrosio

FLORIDIA –  “Il potere: grazia o disgrazia” è stato il tema del primo incontro del ciclo di conferenze sul tema “Andiamo a comandare. Riflessioni sul potere”organizzato dall’azione cattolica italiana della Chiesa Madre di Floridia in collaborazione con l’Istituto Superiore di Scienze Religiose “San Metodio di Siracusa e l’associazione Cercasi un fine. All’incontro tenutosi  nell’aula magna dell’Istituto “S. Quasimodo” erano presenti  l’Arcivescovo di Siracusa Salvatore Pappalardo, il presidente dell’Azione Cattolica diocesana Valeria Macca e il responsabile diocesano dell’ACR Melo Gurrieri.

L’Arcivescovo Salvatore Pappalardo nel suo intervento di saluto ha sottolineato: “L’iniziativa credo che  merita tutte l’attenzione non solo perché voi andate incontro alle elezioni e avete scelto il tema del potere: grazia o disgrazia. A conclusione della visita pastorale ho scritto una lettera e in quella lettera formulavo alcuni auspici. Un auspicio era quello di curare la formazione dei fedeli laici. Ma curarla non solo quando ci troviamo in Chiesa con le mani giunte a pregare e quindi ascoltare anche la parola di Dio, non solo nel momento formativo religioso. Occorrono fedeli laici fortemente motivati per testimoniare il Regno di Dio nel mondo. Quindi  che l’Azione Cattolica abbia scelto di riflettere su questo tema e che proponga riflessioni in materia e registro in positivo questa iniziativa”.

Dopo i saluti del presidente della Azione Cattolica della Chiesa Madre Floridia Cinzia Manfredi ha introdotto il tema della serata il prof. Angelo Lombardo il quale ha sottolineato: “Perché un ciclo di conferenze sul tema del potere, scandagliato da riflessioni di natura teologica con il prof.re Rocco D’ambrosio, filosofica con il prof. Elio Cappuccio ed etica con il prof.re Marco Fatuzzo?. Semplicemente perché la questione politica che stiamo vivendo ad ogni livello istituzionale, e soprattutto a livello cittadino con le amministrative, rappresenta uno scenario politico in cui c’è, fondamentalmente, la questione del potere da comprendere ed esercitare. Parafrasando la domanda di Giuseppe Lazzati: “Siamo preparati a pensare politicamente il potere? A pensare la costruzione e la gestione della città dell’uomo in modo che in essa tutto – dall’economia alla scuola; dagli enti locali, ai mezzi di comunicazione; dalla sanità al divertimento – sia ideato per l’uomo, per tutto l’uomo, per tutti gli uomini e non in modo che l’uomo svanisca nell’indistinto di fronte ad altri fini che emergono come principali?”Per noi cristiani è importante dare un volto al potere! A questo ci chiama il Vangelo in quella icona quaresimale di Gesù tentato dal diavolo nel deserto. A questo ci chiama Il Concilio Vaticano II con la costituzione Gaudium et Spes al n.72 che parla di un potere esclusivamente concepito in vista del bene comune. A questo ci chiama la nostra Carta costituzionale dove 13 articoli, che vanno dal 35 al 47, sanciscono “il primato dell’utilità sociale” sull’interesse privato. Il potere concepito in vista del bene comune si realizza solo se accompagnato da un grande sforzo di elaborazione intellettuale e culturale, e per noi anche eminentemente teologico”.

Il relatore del primo incontro è stato il prof. Rocco D’Ambrosio  alla domanda “Potere: grazia o disgrazia ci ha risposto: “Non abbiamo messo il punto interrogativo perché il potere in certi momenti e grazia e in certi momenti è una disgrazia perché viene amministrato male. L’esempio più semplice è quello che si fa ai bambini  e avere in  mano un coltello che da del potere. Uno con il coltello può tagliare del pane e nutrire delle persone oppure con il coltello può fare delle violenze. Questo è il potere uno strumento che Dio ci pone nelle nostre mani per esercitarlo per il bene, per far crescere una comunità. Anche perché un po’ le nostre democrazie sono in crisi e uno dice o il potere per farlo la maggioranza mi ha votato e posso fare quello che voglio. Ma ogni potere deve rispondere ad altri quindi ogni potere è responsabilità e quindi chi governa una città deve rispondere ai suoi cittadini , chi ha delle responsabilità nella chiesa deve rispondere ai fedeli. E si deve rispondere verso l’alto e verso il basso. Le malattie del potere sono diverse quindi dobbiamo stare attenti a chi scegliamo come governanti. La chiesa ci insegna e anche questo Papa ce lo ricorda spesso che chi deve governare deve avere prima di tutto una onestà morale, intellettuale, una grande dedizione alle persone e anche una competenza perché governare è un’arte difficile e bisogna saperlo fare. Il bene  comune è un’espressione che usiamo sempre, giustissima,  però poi il bene comune va tradotto e va declinato per ogni situazione e per il bene delle persone”.