Floridia, pranzo per i poveri della Parrocchia di San Francesco nella ricorrenza di Sant’Elisabetta d’Ungheria
FLORIDIA – Oggi la chiesa celebra Sant’Elisabetta d’Ungheria che nella sua vita si è occupata dei poveri creando un ospedale e si ridusse in povertà. Si iscrisse al terz’ordine francescano e offrì tutta se stessa agli ultimi, visitando gli ammalati due volte al giorno, facendosi mendicante e attribuendosi sempre le mansioni più umili. Per questa ricorrenza la Parrocchia di San Francesco di Floridia riprende un’antica tradizione quella di offrire un pranzo ai poveri della Parrocchia.
“E’ una tradizione che riprende – ci ha dichiarato il Parroco Don Lorenzo Russo – in verità, perché quest’anno ci siamo confrontati con il Ministro del terz’ordine francescano che vive nella nostra comunità parrocchiale, abbiamo deciso insieme che era veramente opportuno prendersi cura dei poveri come facciamo solitamente e farlo in una maniera particolare come il pranzo. Negli anni precedenti abbiamo distribuito le buste con i beni alimentari di prima necessità, ma questo lo facciamo quasi tutte le settimane. Però era bello riprendere questa tradizione del pranzo e poterci sedere a tavola con loro. Prima di dare qualcosa a loro, era quello di condividere la loro condizione. Quindi penso questo sia quello che Elisabetta ci ha insegnato pur essendo una Regina ci ha insegnato a condividere con i poveri e ci ha insegnato a stare con i poveri e lei lo ha fatto nonostante il suo rango sociale”.
Padre Lorenzo nella nostra comunità floridiana vediamo che la povertà aumenta anche per la mancanza di lavoro nelle famiglie cosa ne pensa?
“Le cose non cambiano – ci ha risposto Don Lorenzo Russo – nel senso che per quanto noi possiamo essere di aiuto ai nostri poveri che nella nostra realtà parrocchiale sono 50/60 famiglie che serviamo e che aiutiamo. Le cose non cambiano. Purtroppo lo Stato da questo punto di vista abbandona le famiglie, non le sostiene. Spesso ci sono tante promesse ma poi alla fine bussano alla porta delle nostre parrocchie e noi non abbiamo tante forze oggi come oggi ma quello che possiamo fare è veramente condividere qualcosa con loro e condividere soprattutto la loro situazione ed essere di incoraggiamento e non abbandonarsi alla depressione, non abbandonarsi alla mancanza di speranza”.















